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Giampaolo verso l’Atalanta: «Ad Empoli il primo passo, mettiamoci ancora la faccia»

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Giampaolo verso l’Atalanta: «Ad Empoli il primo passo, mettiamoci ancora la faccia»

Dopo l’esordio a Marassi in Coppa Italia, domani tocca al campionato. E l’asticella della difficoltà si alza: si passa dal Bassano all’Atalanta. Servirà una prova maiuscola a Marco Giampaolo e ai suoi ragazzi per avere meglio sulla banda di Gian Piero Gasperini. «Mi aspetto una gara diversa dalla prima – commenta il mister in conferenza -, l’Atalanta ha fatto un’ottima partita domenica scorsa: anche se ha perso l’ha dominata sul piano del gioco. Noi dobbiamo mettere da parte Empoli, dobbiamo pensare che dobbiamo rimetterci la faccia: questo è un altro capitolo, un’altra storia».

Formazione. «Affrontiamo una squadra che non muore mai – dice l’allenatore blucerchiato – e tiene le partite aperte fino all’ultimo, come nella mentalità di Gasperini. La sua storia insegna: cambia molto e non ti dà riferimenti; davanti sono velenosi e bravi nell’uno contro uno». E a proposito dei suoi, Giampaolo afferma: «La formazione che vince non è detto che non si possa cambiare. Con questo non voglio dire che la cambierò. Fernandes, Praet e tutti gli ultimi arrivati hanno bisogno di tempo, anche se qualcosa hanno appreso della nostra idea di calcio collettivo. Per quanto riguarda Praet, che pure si è allenato poco con noi, ha mostrato in campo di saper interpretare il suo ruolo, quindi è disponibile anche lui».

Solidarietà. Un’ultima riflessione è legata al terremoto in Centro Italia e all’impegno attivo che la Sampdoria svolgerà con la donazione promessa. «So che il presidente Ferrero ha voluto devolvere la metà dell’incasso del derby ai terremotati – ricorda Giampaolo alla stampa -, e poi anche i calciatori e i tifosi si sono mobilitati. Questa è una tragedia. La solidarietà di fronte a questi gravi eventi è molto sentita. Noi italiani siamo pieni di difetti, ma abbiamo una grande capacità di fare raccolta e di essere solidali quando ci sono queste tragedie grandi».

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