Milinkovic e Caicedo beffano la Samp di Zapata, la Lazio corsara anche a Marassi

Un record stagionale doveva pur finire. Quello della Sampdoria sempre vittoriosa tra le mura amiche del “Ferraris” o quello della Lazio sempre corsa in trasferta. Purtroppo, alla fine, è caduto quello dei blucerchiati che invece – per buona parte della ripresa – avevano pregustato il decimo successo marassino consecutivo. Fa male ma è così. Nel posticipo fanno festa i biancocelesti di Inzaghi, al termine di una contesa giocata ad armi pari tra due squadre in grado di produrre calcio in maniera propositiva.

Fiammate. La partenza è sprint e pende dalla parte del Doria: Zapata, Ramírez e Barreto insidiano già nei primi 10 minuti la porta di Strakosha, efficace al 20′ sul nuovo tentativo del numero 90 uruguayano. In mezzo erano stati i biancocelesti ad avvicinarsi al bersaglio con Parolo (15′) e Immobile (18′). Al 24′ è ancora lo scatenato Ramírez a scagliare un mancino dopo uno scambio con Zapata: la sfera – ahinoi – sibila a pochi centimetri dalla traversa. Quattro minuti più tardi Radu lo imita sulla sponda opposta: stesso piede, stesso epilogo. La partita è vivace, si vive di fiammate: a cavallo della mezzora Luis Alberto scappa in contropiede e viene fermato sul più bello da Ferrari e Murru; Ramírez, sul capovolgimento di fronte, imbecca Praet, assist-man a sua volta per Zapata, murato con il piedone da Strakosha.

Lampo. Anche Viviano viene chiamato in causa al 35′, quando Immobile lo costringe all’intervento in tuffo alla propria sinistra; sul prosieguo dell’azione Luis Alberto calcia a botta sicura ma è Bereszynski a salvare provvidenzialmente ad un passo dalla linea di porta. Quasi allo scadere Quagliarella tenta senza fortuna il colpo a giro: nulla di fatto. E il primo tempo si chiude com’era iniziato. Il secondo comincia con Praet e Barreto al tiro e con un pugno di Strakosha sul volto di Ferrari. E con un destro di Parolo che si infrange sul palo a Viviano battuto. Dal gol sbagliato a quello subito è un lampo per i laziali: Torreira scodella per Quagliarella, sponda aerea per Zapata che la addomestica con la coscia e batte Strakosha per l’1-0 e il tripudio blucerchiato.

Beffa. Sulle ali dell’entusiasmo Quagliarella la rimette in mezzo al 13′, ma Barreto e Zapata stavolta vengono disinnescati dalla retroguardia ospite. È sempre Quaglia, al 23′, sugli sviluppi di un piazzato di Ramírez, a tenere sul chi vive i difensori biancocelesti. L’ultimo sussulto del capitano, richiamato di lì a poco – tra gli applausi – per far posto a Kownacki. Applausi che si ripetono al 32′ per Ramírez, sostituito con Alvarez da Giampaolo. La Lazio sembra sonnecchiare e invece colpisce. Lo fa con Milinkovic, in mischia, al 35′. Una doccia fredda. Dopo l’1-1 il mister cambia ancora: fuori Praet, dentro Verre. Dentro, in pieno recupero, va pure un facile tap-in del neoentrato Caicedo, autore del sorpasso-beffa sotto la Sud.

Sampdoria 1
Lazio             2
Reti: s.t. 11′ Zapata, 35′ Milinkovic, 47′ Caicedo.
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru; Barreto, Torreira, Praet (39′ s.t. Verre); Ramírez (32′ s.t. Alvarez); Quagliarella (25′ s.t. Kownacki), Zapata.
A disposizione: Puggioni, Tozzo, Andersen, Dodô, Sala, Caprari, Djuricic, Regini, Capezzi.
Allenatore: Giampaolo.
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Bastos (17′ s.t. Patric), De Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva (30′ s.t. Caicedo), Milinkovic, Lulic (30′ s.t. Lukaku); L. Alberto; Immobile.
A disposizione: Guerrieri, Vargic, Basta, Felipe, Palombi, Neto, Murgia.
Allenatore: S. Inzaghi.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.
Assistenti: Tegoni di Milano e Di Vuolo di Castellammare di Stabia.
Quarto ufficiale: Manganiello di Pinerolo.
VAR: Giacomelli di Trieste.
Assistente VAR: Vuoto di Livorno.
Note: ammonito al 48′ s.t. Immobile per gioco scorretto; recupero 0′ p.t. e 3′ s.t.; abbonati 16.513 (raeto 166.955 euro), paganti 1.537 (incasso 34.395 euro); terreno di gioco in discrete condizioni.