Padroni di Genova: Ramírez e Quagliarella affossano i rossoblù

Padroni di Genova. Sì, lo dice la storia, quella della Serie A e quella specifica dei derby. E di storia, stasera, tutti insieme, ne abbiamo scritta un’altra. Con un gol per tempo la Sampdoria di Giampaolo fa sua la terza stracittadina e continua il proprio volo, aumentando il divario in classifica con i rossoblù. Per la gioia del presidente Ferrero e della dirigenza, per l’orgoglio di decine di migliaia di blucerchiati in giro per il mondo.

Vantaggio. Clima incandescente, ritmi alti e gioco pimpante fin dal principio. Il Doria – con Bereszynski e Ramírez nell’undici titolare – prova a fraseggiare, come sa, ma l’occasione migliore dei primi 20 minuti capita a Lapadula, impreciso nell’impattare un pallone scodellato in area da Taarabt. Ma i blucerchiati non stanno certo a guardare. Al 24′ Zapata fa da sponda per Ramírez, che resiste alla carica di Zukanovic e supera Perin sotto la Nord. È festa uruguayana in campo e in Gradinata, la Sud se la gode al ritmo della Cumparsita. Sotto la pioggia i rossoblù reagiscono con Rosi, il cui destro alla mezzora scheggia la traversa. Sui confusi attacchi genoani di fine primo tempo Silvestre e Ferrari fanno il loro dovere a protezione di Viviano. E al riposo si va in vantaggio.

Moto. In campo si rientra con Linetty e Rigoni che non inquadrano i rispettivi specchi e con Juric che all’8′ opera il primo cambio della serata: fuori Rosi, dentro Lazovic. Fuori – per nostra sfortuna – va anche il tentativo con il mancino di Quagliarella, lanciato verso Perin da un disimpegno errato di Rossettini e troppo defilato per centrare il bersaglio grosso. Siamo al 12′ e dal possibile raddoppio si passa presto al possibile pareggio, perché Rigoni svetta su Strinic e va ad un niente dall’1-1. Il moto perpetuo. Anche Giampaolo allora opera la prima sostituzione richiamando il momentaneo uomo-partita, inserendo Barreto e avanzando Praet sulla trequarti.

Tripudio. Proprio a Barreto, al 22′, capita una nuova occasione d’oro, svanita però tra i guanti di Perin. Anche Viviano fa il suo sventando una minaccia di Rigoni, in panchina di lì a poco per far posto a Pandev. È comunque Lapadula a tenere alta la guardia della nostra difesa. In avanti il mister muta ancora l’assetto: dal 32′ c’è Alvarez a sostegno delle punte. E lo stesso numero 11 potrebbe chiuderla al 36′, ma il suo sinistro resta strozzato come l’urlo della Sud. Il tripudio è soltanto rimandato. Zapata crossa dalla destra, Quagliarella controlla e buca Perin in uscita per la seconda volta. Quella letale che vale tre punti e una festa più lunga di una sola notte.

Genoa          0
Sampdoria 2
Reti: p.t. 24′ Ramírez, 39′ Quagliarella.
Genoa (3-4-2-1): Perin; Izzo, Rossettini, Zukanovic; Rosi (8′ s.t. Lazovic, 40′ s.t. Pellegri), Omeonga, Veloso, Laxalt; Rigoni (22′ s.t. Pandev), Taarabt; Lapadula.
A disposizione: Lamanna, Gentiletti, Cofie, Bertolacci, Biraschi, Galabinov, Migliore, Brlek, Ricci.
Allenatore: Juric.
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Strinic; Praet (32′ s.t. Alvarez), Torreira, Linetty; Ramírez (15′ s.t. Barreto); Quagliarella, Zapata (42′ s.t. Caprari).
A disposizione: Puggioni, Tozzo, Andersen, Sala, Regini, Verre, Capezzi, Murru, Kownacki.
Allenatore: Giampaolo.
Arbitro: Irrati di Pistoia.
Assistente: Dobosz di Roma 2 e Marrazzo di Roma 1.
Quarto ufficiale: Giacomelli di Trieste.
VAR: Rocchi di Firenze.
Assistente VAR: Pinzani di Empoli.
Note: ammoniti al 23′ p.t. Bereszynski, al 27′ s.t. Lapadula, al 44′ p.t. Ferrari, al 13′ s.t. Veloso, al 24′ s.t. Rossettini per gioco scorretto, al 36′ s.t. Taarabt per comportamento non regolamentare; recupero 1′ p.t. e 3′ s.t.; abbonati 15.652 (rateo 157.035 euro), paganti 16.636 (incasso 494.702 euro); terreno di gioco in discrete condizioni.