Sampdoria giù di tono, a San Siro decide Bonaventura

Non è stata la migliore Sampdoria e si è visto da subito. Il Milan si è preso con merito l’intera posta dopo una prova anemica di Quagliarella e compagni, incapaci di creare un brivido da gol fino alla fine, quando a Caprari è toccato l’ingeneroso compito di fallire l’occasione dell’1-1. Non era facile e abbiamo sbagliato serata: tutti troppo giù di tono. Dovremo rifarci la bocca domenica prossima, è stato troppo amara questa notte a San Siro per farcela andare giù.

Sotto. Zero sorprese al fischio d’inizio. Reduce dal turno di squalifica, Ramírez si riprende le chiavi della trequarti. Per il resto Giampaolo dà fiducia alla formazione che sette giorni fa ha battuto il Verona. Nel gelo del “Meazza” sembra mettersi subito in salita: al 6′ Calabria crossa dalla destra, Murru allarga il braccio in area e Doveri assegna il rigore. Della battuta s’incarica Rodríguez, che non ha fatto i conti con un immenso Viviano. Dopo Politano e Florenzi, il portierone si conferma impenetrabile dagli undici metri e vola alla propria sinistra per neutralizzare allo svizzero il terzo penalty consecutivo. I rossoneri non si perdono d’animo e al 14′ passano in vantaggio: stavolta Viviano non può nulla sul piattone a rimorchio di Bonaventura. Siamo sotto.

VAR. La risposta dei ragazzi si materializza in un colpo di testa di Zapata – su traversone di Bereszynski – parato agevolmente da Donnarumma. I blucerchiati faticano a tessere le proprie trame e a rendersi pericolosi. Capita al 37′, quando Zapata viene anticipato da un netto tocco di pugno di Calabria. Peccato che né Doveri né il VAR prendano una decisione parsa sacrosanta. A rigori il Milan resta in vantaggio, un risultato confermato all’intervallo perché stavolta Mazzoleni interviene giustamente dalla cabina di regia per segnalare un netto fuorigioco di Bonucci sugli sviluppi della punizione del raddoppio annullato.

Illusione. Il Doria comincia il secondo tempo con maggior sicurezza, ma sono i rossoneri ad avvicinarsi al bersaglio grosso con Çalhanoğlu, il cui destro dal limite scheggia al 7′ la traversa. Giampaolo decide allora di cambiare qualcosa: Zapata e Barreto fanno spazio a Caprari e Verre. Poi è il turno di Kownacki per Ramírez. Le occasioni, però, latitano. Sono anzi i padroni di casa a impegnare Viviano con Suso e Çalhanoğlu a ridosso della mezzora. Viviano che ci tiene in piedi anche al 43′, quando Calabria va ad un soffio dal chiudere baracca e burattini. Dalla parte opposta Caprari ci fa gridare al gol su perfetto assist di Quagliarella ma la palla finisce a lato. È solo un’illusione. Non cambia più nulla, perdiamo e il Milan ci prende a quota 41. La lotta per il sesto posto resta più viva che mai. Tocca a noi dimostrarlo già dalla prossima con l’Udinese.

Milan             1
Sampdoria  0
Reti: p.t. 14′ Bonaventura.
Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, G. Rodríguez; Montolivo (41′ s.t. Locatelli), Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone (28′ s.t. A. Silva), Çalhanoğlu.
A disposizione: Guarnone, A. Donnarumma, Mauri, Borini, G. Gómez, C. Zapata, Abate, Musacchio, Antonelli, Tsadjout.
Allenatore: Gattuso.
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru; Barreto (10′ s.t. Verre), Torreira, Linetty; Ramírez (27′ s.t. Kownacki); Zapata (9′ s.t. Caprari), Quagliarella.
A disposizione: Krapikas, Tozzo, Andersen, Alvarez, Strinic, Regini, Capezzi, Tessiore, Ercolano.
Allenatore: Giampaolo.
Arbitro: Doveri di Roma 1.
Assistenti: Lo Cicero e Vivenzi di Brescia.
Quarto ufficiale: La Penna di Roma 1.
VAR: Mazzoleni di Bergamo.
Assistente VAR: Paganessi di Bergamo.
Note: ammoniti al 40′ p.t. Linetty, al 9′ s.t. Ferrari, al 34′ s.t. Verre per gioco scorretto, al 26′ s.t. Bonaventura per simulazione; recupero 1′ p.t. e 3′ s.t.; spettatori 46.594 (incasso 1.010.446 euro); terreno di gioco in buone condizioni.