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Troppe assenze, la Samp crolla in casa dell’Atalanta

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Troppe assenze, la Samp crolla in casa dell’Atalanta

Troppe assenze e un calo di motivazioni per la Samp, che a Bergamo si inchina all'ex blucerchiato Doni, a Floccari e a Capelli: inutile il momentaneo vantaggio firmato Volpi.

27_sammarcoferreirapintoTimori confermati. La Samp esce dall'Atleti Azzurri d'Italia senza punti – e fin qui, si dice, ci può stare. Quel che brucia, analizzando l'andamento della gara, è il come i blucerchiati abbiano lasciato a Bergamo tutta la posta.

Illusione e caduta. Doria avanti dopo nemmeno cinque minuti grazie ad un gran gol da fuori di Volpi, voglioso – cuor di capitano – di mettere in discesa l'incontro ai compagni. Niente da fare. Al 13' l'Atalanta pareggia con Doni, trovando addirittura il vantaggio a metà ripresa ancora con il suo, di capitano, bravo a risolvere una mischia frutto più della confusione blucerchiata che del costrutto altrui. Non è finita, perché a match raddrizzato l'Atalanta fa di tutto per chiuderlo e ci riesce con un colpo di testa sul secondo palo di Floccari, colpevolmente sponsorizzato da una retroguardia troppo allegra per sembrare quella della Samp (persino lontano da Marassi).

Partita chiusa. Si pensa partita finita, si pensa bene. Non serve infatti l'intervallo per riequilibrare le sorti di una serata cominciata alla grande e pian piano rovinata, col consumarsi inesorabile di minuti e speranze. All'ingresso in campo per la ripresa – orfano di cambi, di qua e di là -, il Doria tenta di darsi un tono, di non buttare via proprio tutto. Ma è ancora la formazione di Del Neri a raccogliere, stavolta con Capelli, che risolve liberissimo sul secondo palo una punizione (l'ennesima) dal settore sinistro. 4-1, sinonimo molto azzeccato di tutti a casa.

Alibi e colpe. Mazzarri prova a ridisegnare la squadra, pensando forse più a risparmiare le sue pedine in vista del match di domenica contro il Toro. Fuori uno spaesato Ziegler per Pieri, fuori anche Maggio per Kalu. Ben poco muta, non certo il risultato, ormai acquisito e saldamente in mano all'Atalanta. Trasferta nera dunque, nonostante un avvio di partita tutt'altro che scuro. Restano da snocciolare i necessari alibi, a partire dall'assoluta emergenza davanti, dove Bonazzoli – unico primattore di ruolo – sembra lontano anni luce dalla migliore forma e dove si sentono eccome le assenze di Bellucci, Cassano e Montella. Tre elementi irregalabili, per qualunque squadra. Ma pesa, eccome, la risposta non pervenuta di chi fin qui ha trovato meno spazio tra i cosiddetti titolari. Mazzarri aveva puntato sul nerbo di coloro che spesso si accomodano in panchina, per evitare cali di tensione. Dall'altro capo, il silenzio quasi totale.

Il calo. Si temeva dunque una flessione di motivazioni dopo il batticuore di derby ed Inter, la si è avuta, senza reazione. Sconfitta amara soprattutto per questo, soprattutto per non aver saputo gestire un vantaggio arrivato quasi dal cielo, rendendosi anzi protagonisti di una prestazione rinunciataria e labirintica. Ultimo capitolo da aprire e considerare l'infortunio di Campagnaro, costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo 18'. Il reparto arretrato, senza l'argentino, ha definitivamente capitolato, già obbligato a sopportare le assenze di Accardi e Sala. Non malissimo in realtà l'uruguagio Miglionico, che ha sostituito Hugo, ma i movimenti corali hanno finito per soffocare anche lui.

Ripartire. Meglio insomma catalogare Atalanta-Sampdoria come un incidente di percorso, un ostacolo su cui si è inciampato – peraltro senza gravi danni di classifica, tutto è più o meno rimasto come domenica -, un ostacolo però da raccogliere e porre sulla mensola. A monito ed avvertimento.

Atalanta       4
Sampdoria   1
Reti:
3' p.t. Volpi, 13' p.t. e 31' p.t. Doni, 36' p.t. Floccari; 8' s.t. Capelli.
Atalanta (4-4-1-1): Coppola; Rivalta, Pellegrino, Capelli, Manfredini; Ferreira Pinto, Tissone, Guarente (32' s.t. De Ascentis), Langella (12' s.t. Padoin); Doni (35' s.t. Paolucci); Floccari. A disposizione: Ivan, Belleri, Fissore, Inzaghi. Allenatore: Luigi Del Neri.
Sampdoria (3-5-1-1): Castellazzi; Campagnaro (18' p.t. Miglionico), Gastaldello, Lucchini; Zenoni, Maggio (28' s.t. Kalu), Volpi, Delvecchio, Ziegler (9' s.t. Pieri); Sammarco; Bonazzoli. A disposizione: Mirante, Palombo, Franceschini, Ferrari. Allenatore: Walter Mazzarri.
Arbitro: Ciampi di Roma 1.
Assistenti: Manzini di Verona e Padovan di Conegliano Veneto.
Quarto uomo: Marelli di Como.
Note: ammoniti al 14' p.t. Ziegler, al 38' p.t. Rivalta, al 45' p.t. Zenoni e al 23' s.t. Gastaldello; spettatori 13.500 circa; recupero p.t. 2', s.t. 0'.

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Nella foto Pegaso, Sammarco a duello con Ferreira Pinto nella gara di Bergamo.

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