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D’Angelo: «Voglia e passione: a Bolzano una grande prestazione»

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D’Angelo: «Voglia e passione: a Bolzano una grande prestazione»

«La scelta è stata semplice. La Sampdoria è una società blasonata e rappresenta un passo molto importante della mia carriera». Luca D’Angelo si presenta ufficialmente ai media e alla piazza genovese con l’orgoglio e la volontà di prendere in mano il timone di un club in difficoltà. «È stata una valutazione di tipo storico ma anche tecnico – dichiara -. Penso che ci sia una buona squadra, con degli ottimi valori, che non vale certo questa classifica. Da fuori non è mai facile valutare ma credo che la Samp negli anni abbia pagato la mancanza di calciatori di grande personalità. La B è un campionato difficile, forse il più complicato in Italia, e servono determinati giocatori».

Certezze. Quale Samp scenderà in campo a partire da Bolzano? D’Angelo taglia corto: «Sono arrivato ieri, a livello tattico è prematuro poter dare un’impronta particolare. Non penso ci sia bisogno di motivare i ragazzi: il livello di impegno nell’allenamento è sempre stato molto alto. Dobbiamo lavorare principalmente su questo: la perdita di alcune certezze. Già da domani dobbiamo tirare fuori una grande prestazione a livello psicologico, senza timori e paure. Possiamo vincere contro chiunque e su qualunque campo. L’evento negativo non può farci perdere sicurezze».

Modulo. «Mi sembra di aver trovato ragazzi che tengono alla Samp, che si rendono conto di dove si trovano – prosegue il mister -. L’impegno non può essere in discussione a questi livelli. Il modulo? Questa squadra ha la possibilità di giocare in più maniere: non sono un dogmatico a livello di schema di gioco. Il calcio sta prendendo una piega diversa e questa Samp può tranquillamente variare. Un mio rifiuto la scorsa stagione? C’erano stati contatti e mi avevano prospettato tempi un po’ più lunghi nella scelta. Lo Spezia mi ha richiamato nel frattempo, avevo il contratto e sono andato là. Non ho rifiutato la Samp».

Leadership. «Alcuni infortuni sono un fatto di casualità – spiega D’Angelo -, penso a Viti e a Sinani. In tutte le squadre ci sono infortuni, qui non manca certamente la fiducia nei confronti dello staff medico. Insigne? È un giocatore estremamente importante per noi, sia in campo sia fuori. Ha una grande leadership tecnica e umana. Esposito? Lui va sopra il dolore, è sentimentale, non si tira indietro e vorrebbe giocare la prossima anche se non pronto. Lui è forte, abbiamo un parterre di centrocampisti forti, lui ha più regia e si abbina benissimo a tutti gli altri».

Campo. I limiti caratteriali hanno sicuramente condizionato l’inizio di stagione. «Io sono un ragioniere, non sono uno psicologo – sorride -. Per l’esperienza che ho penso che i problemi vadano affrontati faccia a faccia. E spero di risolverli a livello calcistico, sul campo. L’aspetto mentale non può nascondere carenze tecniche e tattiche. Io non mi riconosco nella definizione di motivatore: mi ritengo un uomo di campo e passionale, faccio tutto con il massimo della volontà e della voglia. I miei calciatori devono fare lo stesso, mettendoci voglia e passione».

Avanti. Tra poco più di 24 ore si gioca già. «Mi aspetto un Südtirol con un’identità ben precisa – conclude D’Angelo -, vanno alla ricerca del gioco corto, noi abbiamo cercato di prendere eventuali contromisure. La fase difensiva è stata una nota non positiva e l’unica maniera per migliorarla è lavorare in maniera continuativa sul reparto e su tutta l’organizzazione. Obiettivi? Lo scopo in questo momento è tirarsi fuori dai guai, non si possono fare discorsi differenti. Bisogna essere sinceri e realisti, pratici e pragmatici. Ma siamo la Sampdoria e dobbiamo avere il pensiero di guardare avanti».

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