Brignoli e l’esordio in A: «Grazie ai miei compagni, questo è un premio per il mio lavoro»

Quaranta partite e dozzine e dozzine di allenamenti passati a vedere Emiliano Viviano lanciarsi da un palo all’altro. Era inevitabile che Alberto Brignoli imparasse qualcosa di buono. E oggi allo “Juventus Stadium”, il portiere classe 1991 lo ha fatto vedere, anche se al suo esordio in Serie A vanno a referto cinque reti, certo per colpa non sua. «Giocare quest’anno è stato difficile – analizza il numero 57 -, perché per via dell’andamento della squadra e per le eliminazioni dall’Europa League e dalla TIM Cup le possibilità si sono ristrette. Ma era una cosa che avevo messo in conto, tanto più sapendo di avere davanti uno come Emiliano».

Grazie. Non si cresce solo finendo in testa alla distinta. «Anche se non ho praticamente mai giocato, ho imparato moltissimo – racconta in mixed-zone -, di questo devo dire grazie sia a Viviano che a Christian Puggioni. Senza dimenticare Andrea Sardini, il nostro preparatore. Che penso di oggi? Fare il titolare è stato un premio per il mio lavoro, oltreché per la mia famiglia e i miei amici».

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