Marilungo: «E’ bello farsi consigliare dai grandi»
Dopo il doppio trionfo e i gol con la Primavera, lo sbarco in ritiro con i grandi: «E' bello essere qui, trovo un grande gruppo in cui tutti mi danno consigli».

Crescita e numeri. Marilungo è cresciuto mano a mano che cresceva la Samp di Pea, trovando continuità, fiducia e una cattiveria sottoporta che uno come lui – tecnica e fantasia più che centimetri e doppie cifre – non aveva ancora scoperto. Sei gol in campionato (due, decisivi, nei quarti con il Chievo), sette in Coppa togliendosi lo sfizio di farne quattro in una volta sola all'Inter (uno anche in rovesciata, per non farsi mancare nulla). Oggi, mentre la Primavera sale a Bedonia, vicino a Parma, per preparare la difesa del doppio titolo, Marilungo cresce all'ombra dei grandi: scambia con Bonazzoli o Fornaroli, appoggia indietro per Palombo, allarga il gioco su Stankevicius o Pieri e punta dritto a chiudere gli schemi di Mazzarri. «Ed è bello essere qui», sorride lui.
Giocatori di classe. E' uno di poche parole, Guido. Però i fatti, ormai, parlano per lui. E allora per raccontare la sua soddisfazione bastano poche frasi, il senso è semplice: «Questo è un gran bel gruppo, nel quale è facile inserirsi anche per chi come me viene dalla Primavera. Giocatori di qualità e ragazzi per bene, che ti aiutano a superare il salto: i consigli arrivano da tutti, e sono tutti utilissimi». Dice Palombo (e se lo dice il capitano non si può non crederci) che il paragone è con Bellucci: fisico simile, piedi buoni e movimenti simili. «Beh – commenta in un soffio Marilungo -, se lo dice lui… Io posso solo sperare di assomigliare a Claudio, di fare quello che ha fatto lui: anche se il più grande di tutti resta Diego, Diego Armando Maradona… Lui è un sogno, ma non è che mi dispiacerebbe avvicinarmi a Cassano o a giocatori come Di Natale o Di Michele». Mezzepunte, tocchi di classe e fantasia. A credere in se stessi, beh, perché no?
Nella foto Pegaso, Guido Marilungo in azione nell'amichevole con i Monti Pallidi.
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