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Svizzera-Italia, Marco e Reto lanciano la sfida

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Svizzera-Italia, Marco e Reto lanciano la sfida

In attesa dell'amichevole tra nazionali blucerchiati del 12 agosto prossimo, gli elvetici Ziegler e Padalino si dicono contenti della prima parte del ritiro, confidando entrambi nel nuovo modulo: «Il 4-4-2 ci può agevolare».

 

24_ziegler-padaIl 12 agosto 2009 sarà una data speciale in casa blucerchiata. La Sampdoria spegnerà 63 candeline mentre quattro (o forse cinque…) dei suoi alfieri saranno impegnati in un’amichevole dal sapore particolare. A Basilea è in programma Svizzera-Italia: gli azzurri Angelo Palombo e Giampaolo Pazzini versus i rossocrociati Reto Ziegler e Marco Padalino. Con Antonio Cassano in stand-by. «Sarà una bella sfida» dicono in coro i due biondissimi esterni elvetici, saliti in coppia nella sala stampa di Moena. «Con gli italiani siamo amici fuori, in campo no – tuona simpaticamente Marco -. Se ci sarà anche Antonio? Questioni tra lui e Lippi, io penso alla mia Svizzera». Reto appare invece più diplomatico: «Sarebbe bello ci fosse anche Cassano, se lo meriterebbe. Per me è un genio ed è un piacere giocare lui. La partita? Penso finisca con un pareggio».

Padalino. Svizzera-Italia a parte, c’è una stagione alle porte, con la maglia blucerchiata indosso, che potrebbe portarli insieme dritti dritti a Sudafrica 2010. Padalino, l’ala destra del Canton Ticino – elvetico atipico, disordinato e ritardatario – parla per primo e fa il punto della situazione dopo le prime due settimane di lavoro, tra obbiettivi e speranze per il futuro: «Al momento siamo un po’ stanchi ma è normale. Qui in ritiro tutto è più difficile, manca la forza, si basa tutto sulla corsa ed è logico che si perda qualcosa sottoporta in lucidità. Col tempo miglioreremo di certo. Passando al mister e al ruolo, penso che il 4-4-2 e la posizione più avanzata mi possano agevolare. E per questo l’obbiettivo che mi pongo è quello di segnare qualche gol in più rispetto all’anno scorso. La concorrenza? Non mi spaventa, mi aspetto che arrivi qualcuno nella mia zona del campo; un esterno serve, anche perché non posso giocare io per tutta la stagione…».

Ziegler. Puntuale, preciso e poliglotta (di Padalino è il traduttore ufficiale in Nazionale). Reto il mancino, al Doria dal gennaio 2007, incarna per davvero lo spirito della sua nazione. Altro che il compagno di stanza blucerchiato: «Con Marco andiamo d’accordo – confessa il numero 3 ginevrino -. Lui parla poco il francese e non sa il tedesco, quindi gli do una mano quando giochiamo con la Svizzera». Poi il discorso passa al campo: «Stiamo lavorando bene, con Del Neri sta procedendo tutto per il meglio. Spero di potermi ritagliare uno spazio importante: il massimo sarebbe come terzino sinistro nella difesa a quattro, il ruolo che preferisco e che faccio pure con Hitzfield, anche se non ho problemi a giocare anche più avanti. Pronti per cominciare? Ora concentriamoci su quest’amichevole di lusso col Feyenoord. Sarà un test vero e impegnativo, contro una squadra di livello internazionale e in un grande stadio. Poi ci sarà tempo per pensare al campionato, dove possiamo dire la nostra, magari riprendendoci quell’Europa che ci è sfuggita lo scorso anno».

Nella foto Pegaso, gli esterni svizzeri Ziegler e Padalino al lavoro sul prato del “Benatti”.

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