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Palombo scalda i motori: «A Siena già partita vera»

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Palombo scalda i motori: «A Siena già partita vera»

In procinto di chiudere il ritiro, il capitano pensa al test di domani e alla rosa blucerchiata: «Domani sarà il test estivo più attendibile. La Samp? Sono fiducioso, sono arrivati giocatori importanti e altri ne arriveranno».

07_palomboGli anni passano, cambiano i volti dei compagni ma lui è sempre lì, saldo al timone della sua Sampdoria. Angelo Palombo sta per cominciare la sua ottava stagione in blucerchiato, numero 17 sulla schiena e quel carisma che l’ha fatto leader. Con Moena alle spalle, il ritiro varesino agli sgoccioli e il “Trofeo Montepaschi” alle porte, è già tempo di un primo bilancio. «Pur facendo qualche giorno di vacanza più degli altri – comincia Angelo -, il ritiro è stato lungo e faticoso. Credo però che ne sia valsa la pena: si è corso e si è lavorato di giorno, la sera faceva più fresco rispetto alla città e poi abbiamo avuto modo di cementare il gruppo, conoscendo meglio i nuovi e facendoli inserire nel gruppo. L’aspetto su cui mi sento meno in sintonia sono gli spostamenti, i viaggi da una città all’altra, che baratterei volentieri con ritiri stile-Inter o con qualche tournée all’estero, magari in Spagna. Ma va benissimo così, dai».

A parte qualche inevitabile difficoltà legata all’arrivo del nuovo mister, con Del Neri tutto procede per il meglio?
«Sì, credo proprio che stia andando tutto bene. Dobbiamo abituarci a tante cose, nuovo modulo, nuove abitudini. Ci vorrà del tempo e il tempo c’è tutto, normale che in questo periodo qualcosa riesca e qualcosa no».

Quello difensivo sembra il reparto più indietro sotto questo punto di vista.
«Può darsi, ma anche per quanto riguarda la difesa ci vorrà del tempo. Occorre capire i nuovi movimenti e la forma al momento è quella che è. Io però guardo a me stesso e dico che anch’io, pian piano, mi sto abituando alle novità: per prima cosa sono più lontano dal vivo del gioco. Prima toccavo un’infinità di palloni; ora, essendo in due, ho qualcuno che mi aiuta, ma nello stesso tempo devo faticare di più».

Con un eventuale tridente da supportare poi si prevede ulteriore lavoro.
«Io direi che cambi poco. Nel calcio conta che un giocatore vada in campo e dia tutto quello che ha. Penso che i moduli siano importanti, ma fino ad un certo punto. L’idea del tridente per me è percorribile: Cassano, Pazzini e Bellucci hanno le caratteristiche adatte per poterlo fare».

Domani sera l’“Artemio Franchi” di Siena potrebbe già essere un bel banco di prova, per loro, ma anche per tutta la Samp.
«Contro i bianconeri di mister Giampaolo dovremo confermare i nostri progressi e la nostra crescita. Sarà una partita vera, la più attendibile di tutte quelle estive e cercheremo di dare il massimo, come sempre».

Secondo te manca ancora qualcosa a questa squadra?
«Direi di sì, anche se spesso ci si dimentica che siamo la Sampdoria e che non possiamo permetterci i grandi colpi di una Juve o di qualsiasi altra big. Io, comunque, resto fiducioso: oltre al sottoscritto sono rimasti Antonio e Giampaolo, senza dimenticare che sono arrivati giocatori forti ed esperti come Zauri, Tissone e Mannini e altri ne arriveranno. Mi auguro che siano Dainelli e Semioli, lo spero davvero tanto, in modo da poter completare una rosa già importante di suo».

Nella foto Pegaso, un sorriso di Angelo Palombo, il capitano blucerchiato.

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