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Semioli sbarca e non perde tempo: «Pronto per Catania»

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Semioli sbarca e non perde tempo: «Pronto per Catania»

Il nuovo esterno destro blucerchiato si presenta a Bogliasco: «Venire alla Samp era quello che volevo, il mister mi conosce bene e sa quello che so dare. Il derby? Ad Amelia ho già segnato, deve stare attento…».

20_semioli-pazzini«Devo dire che sono molto emozionato, anche perché si tratta di un giorno importante per me. Sono contento di essere approdato in questa società, ringrazio il presidente e il direttore che me ne hanno dato la possibilità. Davvero non vedo l’ora di cominciare». Franco Semioli ha 29 anni, è un calciatore esperto, maturo, nel pieno delle sue potenzialità atletiche. Ma quando si presenta a Bogliasco, tra il presidente Riccardo Garrone e l’amministratore delegat Beppe Marotta, sembra un bambino pronto a prendere parte a un nuovo gioco.

Il mister. Un gioco che poi tanto nuovo non è visto cha l'ala destra della Sampdoria il modulo e gli schemi blucerchiati li conosce bene: «Io ho avuto il piacere di lavorare con Del Neri e il suo staff. Abbiamo avuto modo di conoscerci al Chievo e lo stimo molto: oltre a essere un grande allenatore è un’ottima persona, coi calciatori punta ad instaurare un rapporto vero, sa dialogare e tra due persone il dialogo è il massimo. È una persona pulita, con la quale c’è sempre stata chiarezza su tutto. E poi sa già perfettamente quello che posso dare, sa quello che ho dato e quello che dovrò dare. Mi conosce alla perfezione, a livello umano e calcistico, ed è un motivo di grande soddisfazione sapere che sia stato lui a volermi con insistenza».

Tira e molla. Eppure, per la dirigenza del Doria, accontentare le richieste del tecnico friulano non è stato affatto semplice. «La trattativa, in effetti, è stata piuttosto lunga – ammette il nuovo numero 77 -. Ma il mio intento era quello di venire qui a tutti i costi: mi volevano, mi hanno dato gli stimoli giusti: non nascondo che non ci ho pensato due volte. E dopo un lungo tira e molla, alla fine siamo riusciti a trovare una soluzione, per la quale sono molto soddisfatto».

Sms. Oltre a Del Neri, la rimpatriata genovese dell’esterno riguarda anche due vecchi compagni viola, pare decisivi nella scelta finale. «Pazzini e Zauri non li sentivo tutti i giorni ma quasi – sorride Franchino da Cirié -. Sono rimasto in buoni rapporti con loro e sono veramente contento di averli ritrovati qui. Mi chiamavano o mi mandavano spesso messaggini, ma non hanno dovuto convincermi perché venire alla Samp era una cosa che volevo anch’io. D’altronde erano anni che si parlava di me da queste parti, evidentemente era destino. Arrivo in una società che mi ha sempre entusiasmato, il pubblico e lo stadio mi sono sempre piaciuti ed essere qua è un motivo di grande soddisfazione».

Pronto. Soddisfatto sì, ma Semioli non perde tempo e brucia le tappe, caricandosi sulle spalle la responsabilità che la piazza blucerchiata gli affida: «Io sarei già pronto per il Catania, poi le scelte spettano ovviamente al mister. Le aspettative nei miei confronti? Un giocatore deve essere pronto a certe pressioni; la Samp ha fatto un investimento importante per me e io intendo ripagare sul campo la loro fiducia, con la massima serenità e la massima professionalità». Magari sognando un posto nell’Italia di Lippi, anche se l’ex fiorentino non sembra scommetterci troppo. «La Nazionale – dice – non è un mio obbiettivo, io penso soltanto a fare bene qui, lo dico col cuore. Poi, ovvio, se dovesse arrivare una chiamata, ben venga, ovvio che sarei contento».

Il derby. Infine, immancabilmente, il discorso scivola sulla stracittadina della Lanterna, sulla quale Semioli sembra subito piuttosto ferrato. «Ho già parlato con Giampaolo Pazzini e mi ha raccontato di tutto, della rivalità, della storia. Mi ha detto che il derby è una partita emozionante, che soltanto vivendola riesci a capire le emozioni che ti dà. Un gol? Magari – conclude Franco – ad Amelia d’altronde ho già segnato, deve stare attento…».

Nella foto Pegaso, Franco Semioli mostra la nuova maglia al compagno ritrovato Giampaolo Pazzini.

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