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Pazzini-Gastaldello: la Sampdoria espugna Catania

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Pazzini-Gastaldello: la Sampdoria espugna Catania

All’esordio in questo campionato, i blucerchiati battono i rossazzurri a casa loro dopo 29 anni di astinenza. Il centravanti pistoiese apre le danze, il difensore patavino le chiude. Inutile il gol catanese di Morimoto.
  


23_esultanza pazziniRegalo migliore, i suoi ragazzi non gli potevano fare. Nel giorno del suo 59esimo compleanno e dell’esordio alla guida doriana, mister Del Neri coglie un successo storico. A Catania, la sua Sampdoria vince 2-1, proprio come il 19 ottobre 1980. Allora l’uomo di Aquileia era in campo, con la maglia blucerchiata addosso. Stavolta è in panchina, ma il risultato non cambia.

Tabù. Il Doria sfata il tabù dunque, a distanza di 29 anni. Lo fa bene, meritando e con quel po’ di sofferenza che però rende ancora più bello il successo sui rossazzurri di Atzori. Un successo pulito, giunto in extremis grazie a Gastaldello (infortunatosi al naso nell’azione del gol), ma che i blucerchiati avrebbero potuto legittimare già nella prima frazione, affondando il colpo dopo il vantaggio di Pazzini all’8’.

Sciuponi. E invece, dopo lo 0-1 del Pazzo – al centro numero 12 in 20 partite di Serie A – su magnifico suggerimento dalla destra di un Antonio Cassano incontenibile, Palombo e compagni non riescono a chiudere la gara. A più riprese si presentano dalle parti di Andujar ma la mira è difettosa. La Samp domina, funziona sulle fasce e non solo. E si specchia troppo. La manovra è ariosa, veloce e spumeggiante; Franco Semioli poi, in campo sulla sinistra, si inserisce con estrema naturalezza negli schemi del mister, reclama subito un rigore per una spinta di Sardo e crea spesso scompiglio nella retroguardia rossazzurra: invano perché si sciupa un sacco.

Pari. Detto degli sprechi, alla mezzora il sentore del pari: Castellazzi ha del miracoloso salvando su Mascara a colpo sicuro, ma non può fare nulla sul comodo tap-in di Morimoto sugli sviluppi di un corner dalla destra. Chi sbaglia, paga e il detto, al 37’, calza davvero a pennello. Ora la partita si fa più equilibrata e la ripresa, condizionata dal caldo torrido del “Massimino” cala di tono.

Cartellini. A rivitalizzarla, più che i cambi (Ziegler rileva l’acciaccato Padalino e Semioli si sposta a destra), ci pensano i tanti cartellini gialli distribuiti da Banti. Due in particolare, comminati al difensore polacco Augustyn, provocano l’espulsione dello stesso catanese ad un quarto d’ora dal termine. In superiorità numerica, la Sampdoria non rischia ma nemmeno preme troppo sull’acceleratore. Del Neri tenta il tutto per tutto solo nel finale quando toglie Zauri e Tissone, per Bellucci e Sammarco.

Guizzo Gasta. E quando ti aspetti un attaccante, come a Firenze nel 2008, ecco spuntare la testa di Daniele Gastaldello, mestiere centrale difensivo. Prima, al 47’, trova la risposta di Andujar; poi, al 48’, sul corner susseguente battuto da Ziegler, trafigge splendidamente – anticipando Potenza e infortunandosi al naso – l’estremo rossazzurro per l’1-2 che sancisce la vittoria e i primi tre punti di stagione. Belli, nitidi, sacrosanti.

Catania       1
Sampdoria 2

Reti: 8’ p.t. Pazzini, 37’ p.t. Morimoto, 48’ s.t. Gastaldello.
Catania (4-3-3): Andujar, Sardo (5’ s.t. Potenza), Silvestre, Augustyn, Capuano, Biagianti (42’ s.t. Izco), Carboni, Delvecchio, Martinez, Morimoto (33’ s.t. Alvarez), Mascara. A disposizione: Campagnolo, Plasmati, Llama, Ricchiuti. Allenatore: Gianluca Atzori.
Sampdoria (4-4-2): Castellazzi, Stankevicius, Gastaldello, Rossi, Zauri (40’ s.t. Bellucci), Padalino (18’ s.t. Ziegler), Palombo, Tissone (40’ s.t. Sammarco), Semioli, Pazzini, Cassano. A disposizione: Fiorillo, Franceschini, Cacciatore, Marilungo. Allenatore: Luigi Del Neri.
Arbitro: Banti di Livorno.
Assistenti: G. Bianchi di Cosenza e De Pinto di Bari.
Quarto ufficiale: Baracani di Firenze.
Note: espulso al 32’ s.t. Augustyn per doppia ammonizione; ammoniti al 25’ p.t. Sardo, al 34’ p.t. Augustyn, 23’ s.t. Delvecchio, al 30’ s.t. Stankevicius, al 35’ s.t. Potenza, al 43’ s.t. Alvarez, al 46’ s.t. Ziegler; recupero 3’ e 5’; spettatori 14.000 circa; terreno di gioco in buone condizioni.

Nella foto Pegaso, l'esultanza di Pazzini dopo il vantaggio blucerchiato.

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