Rimpatriata Tissone: «Cara Atalanta devo batterti»
Il centrocampista argentino, ex bergamasco, lascia da parte i sentimentalismi in vista della sfida di domenica: «Cominciare bene è stato importante per tutti. Arriviamo alla partita di Bergamo nel migliore dei modi. La nazionale italiana? Sarebbe un piacere, ma mi sento argentino al 100 per cento».

«All’Atalanta ho vissuto due anni importantissimi. In nerazzurro sono cresciuto, la mia famiglia si è trovata bene in città. A Bergamo torno molto spesso anche perché la mia ragazza è di quelle parti. Diciamo che è la mia seconda casa e sarà una sensazione speciale tornare là». Là, tra il Bembo e il Serio, dove l’alta Padana lascia spazio agli ultimi colli delle Orobie, l’argentino Fernando Damián Tissone è divenuto un calciatore vero. Due stagioni, dal 2006 al 2008, 68 presenze e 6 gol. «Questa sarà la prima volta che giocherò da avversario all’“Azzurri d’Italia” – ammette in conferenza stampa a Bogliasco il centrocampista blucerchiato -. L’anno scorso ero infortunato e ho dovuto saltare la trasferta. Ho ricordi molto belli di tutto l’ambiente, che mi porto dentro, ma adesso penso solo alla Sampdoria».
Sampdoria bella e vincente nelle prime apparizioni. Passata la sosta, come vi sentite?
«Sicuramente stiamo bene dal punto di vista mentale. Anche da quello fisico direi che siamo a posto e mi auguro che i nazionali di ritorno siano tutti al massimo. Cominciare bene è stato importante per tutti. In questo periodo di pausa del campionato abbiamo lavorato intensamente e arriviamo alla partita di Bergamo nel migliore dei modi».
A proposito di nazionali, apriamo una piccola parentesi. Prima Camoranesi, ora Amauri. I sudamericani si tingono d’azzurro. Tu all’Italia ci pensi?
«Sicuramente essere convocato in Nazionale sarebbe un piacere enorme. Al momento non posso dire però se accetterei o meno una chiamata. Io mi sento argentino al 100 per cento, malgrado la Selección stia vivendo un momento particolare e rischia per la prima volta di rimanere fuori dai Mondiali. È un’impressione strana per noi argentini, sarebbe una mancanza troppo grande; ma ho fiducia, siamo una squadra tra le più forti al mondo e sono convinto che ci arriveremo».
Tornando alla sfida di Bergamo, i tuoi compagni di un tempo hanno fame di punti. Non sarà semplice tornare con la terza vittoria di fila.
«All’Atalanta c’è sempre stata una caratteristica: lo spirito di gruppo ben delineato. Sono una squadra agguerrita, aggressiva e sono stati molto sfortunati in questo avvio di stagione. Ho visto le immagini e devo ammettere che non stanno facendo male, anzi, secondo me giocano anche un bel calcio».
In tema bel calcio, la Samp di Del Neri è parsa in palla fin da subito.
«Ci sono stati tanti cambiamenti, nuovi giocatori, nuovo allenatore, nuovo modulo di gioco. La condizione non è ancora al massimo ma stiamo facendo bene. Certo, partita dopo partita, dovremmo cercare di migliorare, soprattutto la parte tattica e magari il gioco da dietro. Non è facile ma miglioreremo di sicuro».
Come procede l’intesa con capitan Palombo?
«Siamo due giocatori abbastanza simili e per questo non è difficile capirsi in campo. Stiamo lavorando bene e stiamo riuscendo a mettere in pratica ciò che ci chiede il mister».
Il mister dove vi chiede di arrivare?
«Siamo solo alla terza giornata ed è prematuro parlarne. Ovvio, siamo primi e fa piacere, ma non ci montiamo la testa, dobbiamo pensare partita dopo partita. Io non mi sbilancio: dico solo che vedo la Sampdoria da decimo posto in avanti. Credo che ci siano tutti gli ingredienti per fare bene e regalare soddisfazioni ai nostri tifosi».
Nella foto Pegaso, Fernando Damián Tissone porta palla al "Mugnaini" di Bogliasco.
altre news
Fornaroli torna Bogliasco: «La Samp mi è rimasta dentro»
Sponsor Day 2025: il ritrovo dei partner blucerchiati