Padalino fa “mea culpa”: «Ho peccato d’ingenuità»
L'esterno svizzero non si dà pace per l'espulsione che ha costretto i compagni a giocare in inferiorità numerica dal 9' della ripresa e ammette: «Ho sbagliato ad appoggiare una mano sulla spalla dell'arbitro al momento delle proteste, dopo il pari di Matuzalem».

Primo giallo. Espulsione frutto di due ammonizioni. La prima avvenuta in maniera un po’ affrettata e forse anche in maniera troppo severa, come racconta l’ala blucerchiata. «Dopo il pareggio di Matuzalem, in quattro giocatori siamo andati a protestare dall’arbitro, perché l’azione della Lazio era stata viziata in partenza da un fallo di Rocchi ai danni di Lucchini, non ravvisato dal direttore di gara – spiega Marco Padalino, ripensando al primo cartellino giallo ricevuto -. Le proteste sono state contenute, purtroppo ho commesso di mettere una mano sulla spalla di Orsato e lui ha estratto il giallo».
Rosso. Nella ripresa, Padalino era sceso in campo con la stessa voglia di spaccare il mondo evidenziata nella prima frazione, ma questa volta l’irruenza gli è costata cara. Nono minuto: Kolarov fugge via sulla fascia, l’esterno svizzero va a chiudere in scivolata, toccando sì prima il pallone, ma anche l’avversario. L’arbitro non ci pensa su due volte ed estrae prima il secondo cartellino giallo, quindi il rosso, lasciando la Sampdoria in dieci uomini. «La seconda ammonizione a mio avviso è stata affrettata – prosegue Padalino -. Sapendo di essere già stato ammonito però avrei dovuto entrare in maniera meno irruenta. Dispiace aver lasciato la squadra in inferiorità numerica, ma per fortuna siamo riusciti a portare a casa un punto importante per il nostro prosieguo di stagione».
Nella foto Pegaso, Marco Padalino viene espulso dall'arbitro Orsato.
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