U.C. Sampdoria Sampdoria logo

Del Neri attende il “suo” Chievo: «Ora penso solo alla Samp»

News

Del Neri attende il “suo” Chievo: «Ora penso solo alla Samp»

Dagli anni trascorsi a Verona alla sfida di domenica a Marassi, dal momento attraversato dalla squadra al prossimo derby in programma tra otto giorni. Sono svariati gli argomenti toccati dal tecnico blucerchiato nella conferenza che ha preceduto l'allenamento pomeridiano del venerdì.

20_delneriAffonda la mente nei ricordi Gigi Del Neri che domenica pomeriggio sul prato del "Ferraris" si ritroverà di fronte le maglie gialloblù del Chievo Verona, formazione che ha portato alla ribalta del massimo palcoscenico nazionale e che ha guidato dal 2000 al 2004, per poi ritornarvi nella stagione 2006/07. Cinque stagioni intense, soprattutto le prime quattro: vissute tutte d'un fiato e che hanno visto l'ascesa di un gruppo di esordienti scalare le posizioni di classifica della Serie A. La squadra di un quartiere di Verona che riusciva a giocarsela alla pari con le grandi del campionato più difficile del mondo. Un gruppo di giovani emergenti guidati in panchina da un allenatore, Del Neri appunto, partito dalla Serie D e che nel corso degli anni s'è guadagnato l'opportunità di allenare nella massima serie passo dopo passo, successo dopo successo, impresa dopo impresa. Un tecnico che ha saputo trasmettere a quel gruppo di giocatori il piglio della grande squadra, che riusciva a scendere in campo senza timori riverenziali nei confronti delle grandi corazzate, conquistandosi in poco tempo il titolo di squadra modello tra le piccole realtà del panorama nazionale. I primi anni Duemila sono stati segnati, a livello calcistico, dalla favola Chievo e a scrivere quella favola Luigi Del Neri di Aquileia ha contribuito in prima persona.

Domenica a Marassi per lei non sarà una sfida come le altre, vero?
«Non sarà una gara come le altre non solo per me, ma anche per la mia squadra che vuole cercare di cambiare rotta, dopo i risultati poco favorevoli che hanno contraddistinto l’ultimo periodo. Personalmente, sono legato da grande affetto al Chievo Verona, la società che mi ha permesso di esordire in Serie A nelle vesti di allenatore, anche se di quel periodo a parte il presidente Campedelli e il d.s. Sartori non è rimasto quasi più nessuno. Tuttavia gli anni passati a Verona rimarranno un periodo indelebile nella mia memoria e in quella dei giocatori che hanno indossato la maglia gialloblù in quegli anni. Eravamo un gruppo di esordienti e siamo riusciti ad ottenere risultati straordinari».

Conoscendola, dopo il fischio d'inizio i sentimentalismi verranno messi da parte…
«Credo sia naturale. Il Chievo fa parte del mio passato e i ricordi che mi legano a quell'esperienza li porterò sempre con me, però in questo momento sono l’allenatore della Sampdoria e cercherò di ottenere il massimo per questi colori. L’obiettivo è quello di continuare il trend positivo che abbiamo ottenuto fino a questo momento in casa: sappiamo che avremo di fronte una squadra ostica, difficile d’affrontare, ma vogliamo arrivare col piede giusto al derby, un’altra sfida alla quale teniamo molto sia noi che i nostri tifosi».

A proposito di derby, crede che la stracittadina possa condizionare l’incontro con il Chievo?
«Non credo. Questo gruppo è composto da ragazzi seri, che vanno in campo per dare sempre il massimo e ottenere possibilmente il massimo da ogni incontro e anche domenica sarà così. Anche per quanto riguarda la situazione di Cassano, unico diffidato, non credo che il pensiero del derby possa in qualche modo condizionarlo. La squadra in questo momento è concentrata solo ed esclusivamente sul Chievo e l’obiettivo è cercare di ottenere il massimo da questo confronto».

Tornando agli anni veronesi, si può riproporre quel modello-Chievo alla Sampdoria?
«Sono situazioni abbastanza diverse. Come ho già detto, quel gruppo era formato pressoché da emergenti, fatta eccezione per Corini e Perrotta, che avevano già giocato in Serie A. Alla Sampdoria invece ho travato giocatori affermati e di talento, più un gruppo di giovani molto interessanti. Qui, come a Verona e a Bergamo, ho avuto la fortuna di avere alle spalle una società forte, seria. L’ho già detto in passato: non è un allenatore a fare la fortuna di una società, bensì il contrario. Inoltre, l’ambiente sereno, come a Verona, ci potrà dare una grossa mano».

La  partenza sprint può aver cambiato le aspettative che si sono create intorno a voi?
«Non credo. Noi siamo gli stessi di prima: non ci siamo esaltati dopo le quattro vittorie iniziali e non ci siamo depressi dopo aver conquistato quattro punti nelle ultime quattro giornate. Ci vuole equilibrio e per fortuna il pubblico sampdoriano è molto equilibrato, oltre ad essere intenditore di calcio. Noi sappiamo quali sono le nostre potenzialità: ovviamente scendiamo in campo sempre per vincere, ma il calcio non è fatto solo una questione tecnico-tattica».

Dunque, Sampdoria-Chievo che partita sarà?
«Loro non mollano mai, hanno un'ottima organizzazione di gioco e fuori casa hanno conquistato ben dieci punti sui quindici a disposizione. Dovremo disputare una gara accorta, senza dimenticare le nostre caratteristiche, consapevoli che in Serie A non esistono gare scontate: tutte sono da tripla. Ho ritrovato i nazionali in gran forma e tutti hanno recuperato dai rispettivi acciacchi. Mancherà solo Semioli, che contiamo di avere a disposizione quanto prima, oltre allo squalificato Stankevicius, ma in quel ruolo ho Cacciatore».

Nella foto Pegaso, mister Luigi Del Neri dà indicazioni durante l'allenamento a Bogliasco.

altre news