Beppe Marotta ha la ricetta: «Avanti uniti e compatti»
Non cerca alibi il direttore dopo l'1-2 col Livorno: «La delusione è tanta, ma il nostro compito è proseguire il cammino. I tifosi? Ci sono stati vicino, dispiace soprattutto per loro».

Malessere. Proseguire, certo, ma soffermarsi sulle cause di questo momento-no male non fa di certo. «Questa sera, prima che entrassero in campo, ho guardato le facce dei nostri ragazzi e mi sono accorto che mancava serenità – ammette il direttore -. Credo che sia un fattore dovuto alla brutta battuta d’arresto rimediata nel derby, derby che credo abbia inconsciamente condizionato anche la partita col Livorno. Oggi nove undicesimi della formazione titolare non avevano giocato sabato eppure questa sorta di malessere sembrava aver colpito anche loro».
Spirito. Una sensazione, questa, che può e deve essere spazzata via nel più breve tempo possibile. «Ritengo sia una questione più psicologica che tecnico-tattica. Fondamentale, a mio avviso, sarà ritrovare quello spirito che, malgrado qualche torto arbitrale, ci ha portati a raggiungere quota 24 punti in campionato. Per uscire da questa situazione – prosegue Marotta – occorre che tutte le componenti, società, calciatori e tifoseria, restino unite, siano compatte: solo così potremmo tornare ai livelli che avevano contraddistinto la prima parte di stagione».
I tifosi. Anche questa sera, pur non rispondendo in massa, il pubblico doriano presente non ha deluso. Ha cantato – manco a dirlo – ininterrottamente, anche dopo lo svantaggio e la conseguente, inattesa sconfitta. Ed è in primis nei loro confronti che Beppe Marotta si dimostra dispiaciuto: «La Coppa Italia è una manifestazione alla quale teniamo in modo particolare e avremmo voluto onorarla al meglio. Oggi i tifosi ci sono stati vicino, ci hanno dimostrato ancora una volta di cosa sono capaci e questa eliminazione dispiace soprattutto per loro».
Nella foto Pegaso, il gol di Danilevicius che ha sancito l'eliminazione della Samp dalla Coppa Italia '09/10.
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