Rossi attende il Sassuolo: «Non è l’ultima spiaggia, ma sarà una partita davvero importante»
«Dopo dieci partite possiamo
dire che il nostro campionato sarà un campionato difficile e lo
giocheremo con tante altre squadre. Non dobbiamo lasciarci fuorviare
dalle singole partite, né dalle vittorie né dalle sconfitte. Quello che
si è andato evidenziando in queste prime giornate è che ci sono due
campionati: quello di vertice e quello delle posizioni di rincalzo». Era
inevitabile che iniziasse così la conferenza stampa di Delio Rossi
all'antivigilia di Sampdoria-Sassuolo. Il
tecnico blucerchiato aveva detto che dopo la prima decina di giornate avrebbe tirato
le prime somme, ed è stato di parola. «Io devo far rendere al meglio
questo organico – ha proseguito il mister -, poi al mercato ci
penseremo: non è questo il momento per parlare di certe cose. Ora ho
l'obbligo di pensare alla gara di domenica, che è delicatissima».
La Samp ha mostrato cose buone, ma solo a fasi alterne. Quasi mai è
riuscita ad avere un rendimento costante lungo tutti i 90 minuti di
gara, questa è una delle cose che va cercando nei suoi ragazzi?
«Bisogna dare continuità di risultati e prestazioni mentre noi siamo
stati molto altalenanti. Io sono proprio alla ricerca di questa
continuità».
Tre partite in sette giorni. Ci saranno avvicendamenti?
«Non siamo abituati a giocare tre volte in una settimana per cui sto
pensando ad una sorta di turn over. C'è qualche affaticamento da
valutare. Da Verona siamo tornati alle quattro di notte, e ieri abbiamo
fatto un allenamento dedicato soprattutto a chi non ha giocato. Per cui
credo che dovrò tener conto di queste situazioni».
Anche al "Bentegodi" Gabbiadini è apparso opaco. Che idea si è fatto del suo
momento-no?
«Ne ho allenati parecchi ragazzi, e il suo è un momento comune a molti. I
giovani vivono di alti e bassi. Se uno si allena e alimenta bene poi le
cose vengono. Era partito alla grande nelle prime giornate, ora le cose
non stanno andando bene. La soluzione? Le cose sono due: o il ragazzo si fa giocare o non si fa giocare».
Il Sassuolo da qualche tempo gioca con il 3-5-2, la Samp
risponderà con il 4-4-2 che ha contraddistinto le ultime partite oppure adotterà un nuovo schieramento tattico?
«In questo periodo devo stare a attento a non stravolgere troppo le
cose, per non creare ulteriore confusione nei giocatori. Abbiamo un
sistema, con qualche variante. Ma ora vedremo. In tre giorni comunque
non si prepara niente».
In sequenza Atalanta, Verona e Sassuolo, un trittico che ha detto e dirà
molto sul campionato blucerchiato.
«Sono d'accordo, noi sapevamo che erano tre partite delicatissime.
Questa con il Sassuolo non è l'ultima di campionato, non è l'ultima
spiaggia, ma è una partita davvero importante. Un allenatore deve valutare al di là dei risultati, deve valutare
l'equilibrio. Essere un po' piatti e troppo scolastici è stato il neo di
Verona: ci sono mancate le ripartenze. Ma a me non è dispiaciuta la
partita, però abbiamo perso e tutto passa in cavalleria».
De Silvestri tornerà titolare? Ha avuto uno screzio con lei in
settimana?
«Penso proprio che tornerà titolare. Se avessi degli screzi con i
miei giocatori, visto che sono 31, ci passerei le giornate».
Petagna potrebbe dare una mano in avanti? E si potrebbe vedere Krsticic trequartista?
«Petagna è tenuto in considerazione, ma i '95 in molte squadre non
giocano manco in Primavera. Comunque sia dovremo rimediare all'eccesso
di lanci lunghi dalla difesa. Per quel riguarda Krsticic, non
penso che lo vedremo lì».
Quale reparto le dà più grattacapi?
«Siamo una squadra che si deve muovere tutta assieme, non è un solo
reparto a creare dei problemi. L'anno scorso ho visto giocare il Paris Saint-Germain: sette erano sotto la palla e tre rimanevano lassù. Solo
che quei tre erano Lavezzi, Ibrahimovic e Lucas. Noi dobbiamo giocare
coralmente, non possiamo permetterci una cosa simile. Non è che un
reparto mi dà un risultato da un risultato da dieci e l'altro da sei».
La società ha invitato i tifosi ad indossare la maglia e a colorare di
spalti di Marassi domenica. Il fattore casalingo potrebbe aiutare?
«Io devo essere sincero: la gente c'è sempre stata vicino. Non abbiamo
fatto una campagna acquisti scintillante, ma la gente è lì, a
prescindere. Finché la palla scorre, il tifoso ci deve incitare, se poi
però la gara non è all'altezza o viene persa è normale che ci si
lamenti. Io comunque devo solo dire grazie alla gente per quello che ha
fatto nei nostri confronti da quando sono arrivato».
Sulla questione dei 93 DASPO cosa ne pensa? Le sembra giusto prendere una decisione simile?
«Non fatemi fare il democristiano, che dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Sulla questione di Livorno non ho gli elementi per giudicare e quindi non mi esprimo. In generale posso dire però che tutto quanto ruota intorno al calcio si
sta complicando: un tempo potevi decidere all'ultimo secondo di portare
la famiglia; oggi no. Sotto questo punto di vista, se uno delinque allo stadio,
delinque anche fuori; solo che allo stadio si è all'interno e dunque più controllati. Tutti sanno chi sono i delinquenti, sono tutti schedati: lo sa la società e lo sa la
polizia. Una bella persona non gira con mazza e coltello, e soprattutto
non ci gira solo la domenica: se lo fa vuol dire che quella è la sua
indole».
Edoardo Garrone è all'estero per lavoro. Si aspetta la sua presenza domenica Marassi?
«Il presidente ci è vicino. A me fa piacere venga allo stadio, ma se non è
allo stadio non è che non ci sia vicino. Si dà risalto a chi fa rumore,
ma tanti silenziosi fanno i fatti, e non gli si dà credito. Anche
perché giornalisticamente conviene».
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