Mihajlovic: «Coraggio e mentalità
«Se
vale come una vittoria? Direi di no, visto che abbiamo fatto soltanto
un punto e siamo ancora in debito di due per quello che è successo
domenica scorsa, ma la prestazione, proprio come con la Lazio, rimane
ottima».
L'1-1 di San Siro tra Inter e Sampdoria Sinisa Mihajlovic lo commenta
così. Soddisfatto, sereno e fiducioso nei confronti del futuro.
«Sappiamo bene che non è mai facile venire a giocare qui – dice il
serbo nel post-partita -. E invece siamo venuti a Milano, abbiamo
cercato di imporre il nostro gioco e ci abbiamo creduto fino
all'ultimo. Alla fine è arrivato questo pareggio, avremmo potuto
anche essere più cattivi su qualche ripartenza e portare via qualche
cosa in più, ma i ragazzi sono stati comunque bravi».
Attaccanti.
«Siamo stati superiori nel possesso palla – prosegue il mister
blucerchiato -. Lo dicono anche i numeri che siamo venuti qui per
vincere, aggredendo alti e schierandoci con quattro attaccanti.
Questo perché cerchiamo di non attendere e andare ad aggredire gli
avversari. Abbiamo giocatori come Pozzi, Eder, Gabbiadini, Sansone,
Soriano, Krsticic. Tutti attaccanti veloci, bravi nell'uno contro
uno, gente con talento e qualità. Se si sacrificano come oggi e come
domenica scorsa possiamo toglierci soddisfazioni».
Autostima.
«Sono venuto da 10 giorni – conclude Mihajlovic -, la squadra deve
capire bene i meccanismi, soprattutto in fase offensiva. Sicuramente andrà meglio
più avanti, ma l'importante è mettere sempre questo atteggiamento e
credere in quello che si fa.
Non ho la bacchetta magica: ho cercato di
dare autostima, fiducia, certezze e convinzione. Abbiamo messo ogni
uomo nel posto giusto, gli abbiamo dato coraggio e una mentalità
offensiva. Bisogna convincere i ragazzi che siamo una buona squadra e
che tutti possono fare la differenza».
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