Il Milan fa poker a Marassi, Askildsen rende meno amara la sconfitta

Si chiude come era cominciato il campionato della Sampdoria tra le mura di Marassi. Ad agosto fu la Lazio, undici mesi dopo è il Milan ad infliggere una pesante sconfitta sul groppone dei blucerchiati. Un risultato indubbiamente dal sapore diverso rispetto a quello con i biancocelesti, perché l’obiettivo è stato raggiunto con quattro giornate d’anticipo sul gong della stagione e perché la mente è già proiettata al futuro. Lo testimonia la perla di Askildsen, primo classe 2000 ad andare a segno con la maglia più bella del mondo.

A freddo. Passano tre minuti e mezzo e l’esordiente assoluto Falcone deve fare i conti con un cliente non proprio dei migliori: Ibrahimovic beneficia di un gran lavoro di Rebic sulla sinistra e non fatica a svettare al centro dell’area segnando l’1-0. L’estremo blucerchiato compie i primi interventi in Serie A della sua carriera all’8′, quando salva sulle conclusioni di Hernandez e Calabria. Colpiti a freddo si rischia ancora: segno che qualcosa nel Doria ancora non va. Linetty prova a suonare la riscossa all’11’ ma il suo mancino dal limite produce un suono strozzato. Per il resto la nostra reazione produce qualche cross dalle fasce e nulla più.

Giallo. Sulla sponda opposta Ibrahimovic costituisce il pericolo principale e alla mezzora trova una deviazione provvidenziale di Colley a negargli raddoppio e doppietta. Al 37′ Calhanoglu sfiora l’incrocio su punizione, Rebic colpisce invece Ramírez in pieno recupero ma lievemente: solo giallo per lui, duplice fischio e svantaggio all’intervallo. Dal tunnel degli spogliatoi i blucerchiati rientrano con Léris e Maroni al posto di Depaoli e Ramírez.

Difficoltà. Proprio Léris scambia con Quagliarella e va al tiro al 3′: palla fuori. Entrerebbe un fendente di Quagliarella da calcio piazzato ma Donnarumma respinge e Colley si dimostra allergico al gol sprecando di testa sopra la traversa. Dal possibile pareggio allo 0-2 il passo è purtroppo breve. Passano 60 secondi e Ibrahimovic assiste Calhanoglu che approfitta di una caduta di Vieira e, malgrado l’iniziale decisione di Pasqua di annullare, porta a due le marcature per i rossoneri con il conforto del VAR. Proprio Calhanoglu restituisce il favore a Ibrahimovic, implacabile nel freddare Falcone sul proprio palo. 0-3 al 13, siamo in difficoltà.

Perla. Maroni ci prova dal limite al 22′: Donnarumma blocca sereno. A ridosso della mezzora Ranieri opera un triplo cambio: fuori Vieira, Linetty e Quagliarella, dentro Bertolacci, Askildsen e Gabbiadini. Bertolacci si guadagna subito un rigore, Maroni – ahinoi – lo tira in bocca a Donnarumma e Léris sparacchia a lato la ribattuta. Un peccato, personale e di squadra. Che può comunque festeggiare un’altra prima volta: quella di Askildsen, autore al 42′ di un’autentica meraviglia dai 25 metri che Donnarumma può solo ammirare. Un destro a giro che rende meno amaro anche l’1-4 di Leao nell’extra-time. Guardiamo avanti, siamo già nel futuro.

Sampdoria 1
Milan            4
Reti: p.t. 4′ Ibrahimovic; s.t. 7′ Calhanoglu, 13′ Ibrahimovic, 42′ Askildsen, 47′ Leao.
Sampdoria (4-4-2): Falcone; Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello; Depaoli (1′ s.t. Léris), Linetty (29′ s.t. Askildsen), Vieira (29′ s.t. Bertolacci), Jankto; Ramírez (1′ s.t. Maroni), Quagliarella (29′ s.t. Gabbiadini).
A disposizione: Audero, Bonazzoli, La Gumina, Tonelli, Ferrari, Murru, Rocha.
Allenatore: Ranieri.
Milan (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria (17′ s.t. Castillejo), Kjær, Gabbia, Hernandez; Bennacer, Kessié (34′ s.t. Biglia); Saelemaekers, Calhanoglu (17′ s.t. Bonaventura), Rebic (1′ s.t. Leao); Ibrahimovic (34′ s.t. Paquetá).
A disposizione: Begovic, A. Donnarumma, Krunic, Duarte, Laxalt, Brescianini, Maldini.
Allenatore: Pioli.
Arbitro: Pasqua di Tivoli.
Assistenti: Mondin di Treviso e De Meo di Foggia.
Quarto ufficiale: Manganiello di Pinerolo.
VAR: Massa di Imperia.
AVAR: Lo Cicero di Brescia.
Note: ammoniti al 36′ p.t. Bereszynski per gioco scorretto e al 51′ p.t. Rebic per comportamento non regolamentare; recupero 4′ p.t. e 4′ s.t.; terreno di gioco in buone condizioni.

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