La Sampdoria piange Cristin, per sempre ‘Bisontino’ blucerchiato

«A Genova ho trascorso 9 anni indimenticabili e la mia fede sampdoriana la porterò, il più tardi possibile, con me nella tomba».

Erano i primi di febbraio del 2011 e purtroppo non era poi così tanto tempo fa. Ermanno Cristin, dopo una lunga malattia, ci ha lasciati a 74 anni, meno di nove da quando pronunciò queste parole in un pranzo organizzato a Reana del Friuli – il suo Friuli – in compagnia di un gruppo di tifosi blucerchiati; gente che, a distanza di decenni dall’addio al calcio giocato, gli voleva ancora bene. Un bene immenso, come il suo grande cuore di attaccante coraggioso.

Umile, spontaneo, generoso. Bisontino era fatto così e non si poteva non amarlo. Fuori e dentro il rettangolo verde. Bastava nominargli la Sampdoria e i suoi occhi azzurri brillavano riempiendosi di lacrime di gioia, la stessa che esplodeva quando, con il 9 cucito sulla schiena, segnava all’Inter o alla Juve e ci regalava salvezze a cavallo tra i ’60 e i ’70.

Momenti indelebili che lo avevano fatto sentire uno di noi. E uno di noi, Ermanno Cristin, il nostro Bisontino, lo sarà per sempre.

Il presidente Massimo Ferrero e tutta la società porgono alla famiglia Cristin le più sentite condoglianze.

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