Il ritorno di Pietro Accardi: «Il peggio è alle spalle»
Il difensore palermitano è tornato a calcare il prato verde dopo quattro mesi e mezzo di stop forzato, a causa dell'infortunio al ginocchio. «Ho trascorso mesi difficili, tornare in campo è emozionante».

Venticinque minuti in amichevole. Una tappa importante verso il ritorno definitivo in campo?
«E' stata dura, ma finalmente sono riuscito a tornare in campo e correre dietro al pallone. Il ginocchio risponde bene: grazie allo staff sanitario della Sampdoria sono riuscito a rispettare la tabella di marcia fissata al momento dell'operazione. Ora mi manca soltanto un po' di condizione, che riuscirò a trovare soltanto allenandomi con continuità: il peggio è alle spalle e il rientro finalmente vicino».
Mentre tu soffrivi e e faticavi per recuperare dall'infortunio, i tuoi compagni sono riusciti a portare la Sampdoria al comando della classifica. Te lo aspettavi?
«Sarei un ipocrita se dicessi che avrei scommesso su questo primato. Tuttavia ero e sono tutt'ora convinto che questo gruppo ha valori importanti e se in questo momento è in testa non è un caso. Il gruppo è unito, ci sono giocatori importanti, capaci di cambiare volto alla partita in qualsiasi momento e un mister capace e preparato».
Mister Del Neri, che tu conoscevi già dalla comune esperienza vissuta a Palermo…
«Il mister mi ha già allenato a Palermo: so cosa chiede ai suoi giocatori e come vede il calcio. Questo sicuramente può essere un vantaggio per capirne meglio i meccanismi, ma sicuramente mi ci vorrà un po' di tempo per capire al meglio i nuovi schemi: nelle ultime due stagioni in difesa giocavamo con tre marcatori e due esterni che si abbassavano, ora giochiamo con quattro uomini in linea e marchiamo a zona, ma non vedo l'ora di mettermi a completa disposizione del mister, per dare il mio contributo».
Nella foto Pegaso, Pietro Accardi durante l'amichevole con la Loanesi.
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