Garrone approva: «Di Carlo è una persona franca e leale»
Il patron blucerchiato è soddisfatto della scelta e detta le nuove linee societarie: «La Sampdoria verrà gestita con la governance delle medie e grandi società industriali».

Ruoli. Oltre a dare il benvenuto all'allenatore di Cassino, però, il numero uno della Sampdoria non ha perso occasione per tracciare anche la strada della nuova società per l'anno che verrà. Un anno ricco di impegni, certo, che verranno affrontati con una stuttura di ruoli ben precisa: «In una società credo fortemente nel rispetto assoluto dei ruoli delle varie figure professionali e delle deleghe – continua poi il presidente -. L'allenatore risponde al direttore generale e quest'ultimo risponde al consiglio di amministrazione e al presidente. Questo non vuol dire assolutamente che non parlerò con Di Carlo, anzi, dal momento che quest'anno le nostre partite saranno molto numerose, lo vedrò spesso, così come parlerò con lui in occasione delle mie visite al centro sportivo "Mugnaini"».
Azienda. «Rispetto agli anni scorsi, nella società si è costituito un comitato strategico di cui fanno parte mio figlio Edoardo e mio nipote Giovanni Mondini, che di calcio ne capiscono molto – conclude Garrone -. Quelle che saranno le proposte elaborate da Gasparin, con Tosi e Di Carlo, verranno dunque esaminate, condivise ed eventualmente approvate proprio da questo comitato. La società di calcio è un'impresa di capitali che deve usare il modello di governance che si usa nelle medie e grandi società industriali. E sono certo che grazie a Gasparin e a Tosi, che nascono manager prima che uomini di calcio, questo modello funzionerà nel modo migliore».
Nella foto Pegaso, un raggiante Riccardo Garrone stringe la mano al nuovo tecnico Di Carlo.
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