L’emozione di Krsticic: «Segnare è stato come rinascere»
L’autore del gol-qualificazione racconta le sensazioni provate dopo la rete realizzata nei supplementari e rivela: «Anche sotto di due reti, sapevo che ce l’avremmo fatta».

Dediche. Il pensiero corre subito a chi lo ha aiutato e non lo ha lasciato solo, quando la fortuna sembrava avergli voltato le spalle. «Voglio ringraziare innanzitutto la società Sampdoria in tutte le sue componenti: dal presidente Riccardo Garrone ai dirigenti, senza dimenticare i tecnici e i compagni che non mi hanno mai fatto sentire solo – sottolinea Krsticic -. Poi penso alla mia fidanzata Andrea, all’equipe medica del professor Carella dell'Ospedale "San Martino" di Genova e ai dottori Baldari, Bruzzone e ai loro staff medici: senza di loro non sarei qua a raccontare la gioia indescrvibile per questo gol che ci permette di giocarci le nostre chances in semifinale».
Fiducia. Un gol che ha coronato l’incredibile rimonta sui pari età rossoneri da parte della Primavera doriana, sotto di due reti a sei minuti dalla fine del primo tempo e capace dapprima di pareggiare i conti, quindi, grazie al gol del centrocampista belgradese nel secondo tempo supplementare, di vincere l’incontro e proseguire l’avventura in questa Final Eight che assegna lo Scudetto. «Sembra facile dirlo adesso, ma anche dalla panchina non ho mai pensato che avremmo perso la partita, anche dopo il loro raddoppio ero fiducioso – conclude il numero 10 serbo -. Abbiamo subìto gol entrambe le volte in maniera ingenua, evitabile: tuttavia sapevo che la squadra aveva le potenzialità per ribaltare lo svantaggio e vedendo come i miei compagni hanno reagito già nel primo tempo non ho mai perso le speranze. Sapevo che potevamo farcela e così è stato».
Nella foto Pegaso, il gol-vittoria di Nenad Krsticic che ha piegato il Milan ai quarti.
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