Una vita da numero uno: Audero, il sogno di un bambino con i guanti

Ogni undici bambini ce n’è uno diverso. Uno che ha scelto regole, modi di fare, d’intervenire differenti. Emil Audero appartiene alla categoria, fin dai tempi del Cumiana. Il portiere della Sampdoria si è raccontato in una lunga intervista – richiesta direttamente dai fan dell’Official Media tramite sondaggio -, che ripercorre tutte le tappe della sua giovane carriera: dal sogno di indossare i guanti fino a quello di affrontare il suo mito Buffon, prima compagno e oggi avversario.

Speciale. «In me convivono sia il lato indonesiano che quello italiano – racconta l’estremo difensore, nato a Lombok ma arruolato dalle nazionali azzurre -, quello asiatico è quello un po’ più riflessivo, ma quando mi serve combattività tiro fuori l’italiano che c’è in me». E per arrivare in Serie A di combattività ce ne vuole a palate. «So quanto valgo – dice -, ma anche che non ho ancora fatto nulla. Mi sono tolto delle soddisfazioni, questo è vero: ma non sono ancora arrivato. Ho ancora tanto da dimostrare. E la Samp? Per me è un orgoglio essere il portiere di una squadra così importante. I tifosi? Sono così vicini che so tutti i cori, questo ci rende speciali». Non c’è modo migliore di iniziare questo primo dell’anno che affidandosi ad un autentico numero 1.

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