La Samp torna a sorridere: Ramírez e Quagliarella prendono il Torino per le corna

La Sampdoria torna a sorridere. All'”Olimpico” di Torino, stadio per noi storicamente ostico, i blucerchiati vanno sotto alla prima vera occasione granata della ripresa e in nove minuti, tra il 25′ e il 34′, riescono a ribaltare il punteggio grazie ad una doppietta di Ramírez e a mettere addirittura in ghiaccio il risultato con capitan Quagliarella. Un successo voluto e ottenuto con la forza di volontà, che ha reso amarissimo l’esordio in panchina del neo-tecnico avversario Longo.

Non prenderle. Ranieri sceglie il trequartista e non la mediana a quattro, posizionando Ramírez alle spalle del duo di punta Gabbiadini-Quagliarella. Bereszynski e Murru si riprendono invece le corsie laterali difensive. Sono proprio le difese ad avere il sopravvento in una prima frazione accorta e dominata dal principio di non prenderle. I portieri rimangono inoperosi fino al 36′, quando Audero blocca senza patemi un colpo di testa di Berenguer e Sirigu si oppone ad un tentativo dal limite di Ramírez. Un botta e risposta che prelude ad un intervallo in parità.

Disdetta. Gabbiadini avrebbe la palla buona per colpire al rientro dagli spogliatoi ma Lyanco lo mura sul più bello. Al 5′ Ramírez viene imbucato tra le linee da Quagliarella ma Nkoulou lo anticipa e Sirigu respinge. Chi sbaglia paga e noi la paghiamo davvero cara. Berenguer la butta in avanti senza pretese, Colley cicca il rilancio, Verdi ne approfitta con un tocco sporco e batte Audero sul palo più lontano. Una disdetta assoluta. La reazione non si fa attendere ma Thorsby pecca in fase di finalizzazione al 17′ e viene richiamato in panchina al 23′ per fare posto a Jankto.

Controllo. Due minuti più tardi la svolta: Ramírez si conquista un fallo dal limite e s’incarica della battuta pennellandola all’incrocio. Al 25′ siamo di nuovo in pista. Con pieno merito peraltro. Ma non ci basta. Perché le lancette girano cinque volte e Quagliarella mette ancora Gastón nelle condizioni di colpire e il numero 11, con il destro, non sbaglia. 1-2. Che dura poco: al 34′ Quaglia dal dischetto ci porta sull’1-3. Merito di Ekdal (scavetto geniale) e dello stesso capitano, atterrato in area da Izzo, espulso giustamente nell’occasione. Siamo avanti e in pieno controllo.

Ossigeno. Nel finale Bertolacci e La Gumina fanno rifiatare Ramírez e Quagliarella. Il Doria amministra fino all’ultimo dei sei minuti di recupero concessi da Valeri, senza rischiare nulla e portando ancora Ekdal alla conclusione al 48′. Al triplice fischio può esplodere la gioia, in campo e nel settore destinato agli ospiti. Questa vittoria equivale ad una bella boccata d’ossigeno, per la classifica e per il morale.

Torino          1
Sampdoria 3
Reti: s.t. 11′ Verdi, 25′ e 30′ Ramírez, 34′ Quagliarella rig.
Torino (3-4-3): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Lyanco; De Sivestri, Rincon, Lukic, Aina (30′ s.t. Ansaldi); Verdi (37′ s.t. Meite), Belotti, Berenguer.
A disposizione: Ujkani, Rosati, Singo, Edera, Millico, Djidji, Bremer, Adopo.
Allenatore: Longo.
Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Tonelli, Colley, Murru; Thorsby (23′ s.t. Jankto), Ekdal, Linetty; Ramírez (41′ s.t. Bertolacci); Gabbiadini, Quagliarella (45′ s.t. La Gumina).
A disposizione: Seculin, Augello, Vieira, Chabot, Barreto, Bonazzoli, Maroni, Léris, Yoshida.
Allenatore: Ranieri.
Arbitro: Valeri di Roma 2.
Assistenti: Preti di Mantova e Bresmes di Bergamo.
Quarto ufficiale: Baroni di Firenze.
VAR: Doveri di Roma 1.
AVAR: Bindoni di Venezia.
Note: espulso al 33′ s.t. Izzo per gioco scorretto; ammoniti al 21′ p.t. Tonelli, al 39′ p.t. Ekdal, al 46′ p.t. Thorsby, al 15′ s.t. Belotti, al 23′ s.t. Murru, al 39′ s.t. Colley per gioco scorretto, al 22′ p.t. Berenguer per comportamento non regolamentare; recupero 1′ p.t. e 5′ s.t.; terreno di gioco in buone condizioni.

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