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Beffa atroce: la Samp prima rimonta poi si arrende al Napoli

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Beffa atroce: la Samp prima rimonta poi si arrende al Napoli

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. Stasera abbiamo perso lottando, in una partita di quelle che qualsiasi risultato fosse uscito sarebbe stato comunque giusto. Sampdoria-Napoli è stata questo: un confronto duro, senza esclusione di colpi, e piacevole da vedersi al tempo stesso, un match tra deluse di questo campionato in cui i blucerchiati – sotto al 16′ di due reti – hanno trovato la forza di rimetterla in piedi e di pensare addirittura di portarsi a casa il bottino pieno. Peccato, sì, ma siamo vivi.

Rincorsa. Senza Bereszynski squalificato e Depaoli ancora ai box, Ranieri sceglie Thorsby per la fascia destra difensiva. E proprio da quella corsia, trascorsi 150 secondi, Zielinski pennella per Milik che elude la marcatura di Colley, incorna e manda all’angolino basso più lontano. Nemmeno il tempo di iniziare e inizia già la rincorsa. Il Doria prova ad abbozzare una reazione ma una stilettata mancina di Milik scalda i guanti ad Audero al 12′. Passa un minuto e Gabbiadini assiste nel migliore dei modi Quagliarella che non calcia bene e permette la facile parata di Meret. Dal possibile 1-1 allo 0-2 il passo è ahinoi brevissimo. Di Lorenzo la spizza da corner di Mario Rui, sul secondo palo c’è appostato Elmas che non fatica a battere Audero per la seconda volta. È un colpo duro da digerire.

Meraviglia. Ma i blucerchiati, trascinati dal capitano e dal cambio di modulo – con Ramírez accentrato alle spalle delle punte -, non ci stanno. Quagliarella si inventa infatti un gol dei suoi – calciando al volo un lancio di Ekdal – e la riapre in grande stile al minuto 26. La meraviglia del nostro leader ci invita a crederci. Gabbiadini ci prova al 33′ con un destro dal limite, senza forza né mira letali. E la mira, da due passi, difetta anche a Ramírez che, al termine di un contropiede arrembante partito proprio dai suoi piedi, centra in pieno il palo. Un autentico peccato perché sarebbe stato il meritato premio a cinque giri di lancette dalla fine della prima frazione. Praticamente sul gong Audero vola a salvare a un niente dalla linea bianca. C’è da lottare ma ci siamo.

Proteste. E lo dimostriamo al 4′ della ripresa, quando Gabbia fa filtrare per Quaglia, il cui destro centra soltanto l’esterno della rete. Ancora il capitano tenta di testa su cross teso di Augello: sfera che esce non di molto. Entra, al 10′, una rovesciata di Ramírez ma il 2-2 viene vanificata da La Penna che annulla – dopo averlo rivisto – per un tocco di mano di Gabbiadini sul nascere dell’azione. Marassi mastica amaro, l’uruguayano viene ammonito per proteste. Insigne pareggia al quarto d’ora il conto dei pali, Zielinski ribadisce in rete ma è in fuorigioco. Ranieri al 23′ richiama Ramírez e si gioca – per la prima volta – la carta Maroni.

Beffa. Due minuti più tardi Quagliarella viene arpionato in area da Manolas, il rigore sembra solare ma La Penna deve ancora affidarsi al VAR, che certifica l’impressione di tutti i doriani. Doriani che – senza Quaglia infortunatosi nell’occcasione – spingono in porta il sinistro di Gabbiadini dagli undici metri. 2-2 sotto la Sud e partita ancora apertissima. Entrano Mertens e Politano da una parte, Bonazzoli e Vieira dall’altra ma a ribaltare ancora il risultato è un altro subentrato, Demme, che raccoglie una respinta di Colley su tiro di Insigne e deposita il 2-3. Una beffa atroce, acuita a tempo scaduto dal 2-4 di Mertens con Audero in uscita.

Sampdoria 2
Napoli          4
Reti: p.t. 3′ Milik, 16′ Elmas, 26′ Quagliarella; s.t. 28′ Gabbiadini rig., 38′ Demme, 53′ Mertens.
Sampdoria (4-4-2): Audero; Thorsby, Tonelli, Colley, Augello; Ramírez (23′ s.t. Maroni), Ekdal, Linetty, Jankto (35′ s.t. Vieira); Gabbiadini, Quagliarella (30′ s.t. Bonazzoli).
A disposizione: Seculin, Falcone, Chabot, Barreto, Askildsen, La Gumina, Léris, Murru, Bertolacci.
Allenatore: Ranieri.
Napoli (4-3-3): Meret; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, M. Rui; Elmas (34′ s.t. Politano), Lobotka (16′ s.t. Demme), Zielinski; Callejon (27′ s.t. Mertens), Milik, Insigne.
A disposizione: Ospina, Karnezis, Allan, Llorente, Lozano, Luperto, Maksimovic, Koulibaly.
Allenatore: Gattuso.
Arbitro: La Penna di Roma 1.
Assistenti: Passeri di Gubbio e Longo di Paola.
Quarto ufficiale: Sacchi di Macerata.
VAR: Mazzoleni di Bergamo.
AVAR: Paganessi di Bergamo.
Note: ammoniti al 43′ p.t. Elmas e Jankto per comportamento non regolamentare, al 2′ s.t. Ekdal, al 42′ s.t. Linetty, al 48′ s.t. Demme per gioco scorretto, al 13′ s.t. Ramírez per proteste, al 49′ s.t. Politano per simulazione; recupero 0′ p.t. e 7′ s.t.; abbonati 17.031 (rateo 177.402 euro), paganti 2.986 (incasso 58.092 euro); terreno di gioco in buone condizioni.

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