L’orgoglio di Marotta: «Con l’Inter imbattuti e quattro punti»
L’amministratore delegato della Sampdoria elogia la prova dei blucerchiati e l’operato di Tagliavento, stigmatizzando il nervosismo delle reazioni interiste: «Sono amareggiato come uomo di calcio».

Valori. Serenità che gli interisti in campo, a bordocampo e sugli spalti hanno perso – per usare un eufemismo – dopo le espulsioni di Samuel e Cordoba, infervorando a più non posso il clima della contesa. «Sinceramente non ho molto da dire sull'operato di Tagliavento – ammette Marotta -. Io credo che tutti i provvedimenti presi dall’arbitro siano stati corretti e non penso si possa dare un giudizio estremamente negativo sul suo operato. A mio avviso occorre smorzare i toni, bisogna dimostrare a tutti che il calcio non è solo un mondo di stress e business, ma anche di valori sociali e di civiltà. Credo che questa sera non sia stato così».
Amarezza e fiducia. «Sono un po' amareggiato come uomo di calcio – conclude l’a.d. -, anche perché non ritengo che si debba arrivare a tanto. Non ho parlato coi dirigenti dell'Inter e non entro nel merito della decisione di adottare il silenzio stampa. È chiaro che provino un sentimento di amarezza, ma noi abbiamo fatto la nostra partita e non è assolutamente colpa della Sampdoria se loro sono rimasti in nove. Anzi, credo che nel secondo tempo l'approccio alla gara sia stato più difficile per noi: ogni intervento da parte nostra poteva essere sanzionato dall'arbitro e l'espulsione di Pazzini è figlia di questa paura. Chi giocherà a Parma? Pazzini, appunto, e Pozzi saranno squalificati, Cassano non dovrebbe farcela, ma sono fiducioso: il mister saprà sicuramente scegliere la soluzione migliore».
Nella foto Pegaso, tifosi blucerchiati nel Terzo Anello di San Siro.
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