Sconfitti con onore: Thorsby e il cuore non bastano, il recupero va all’Inter

Un tempo non basta. In una San Siro pressoché deserta la Sampdoria non riesce a cogliere punti jolly nel recupero della 25.a giornata di campionato con l’Inter. Troppo lontani dalla loro migliore versione i blucerchiati, che nella prima frazione hanno girato a vuoto, incassando due gol sui quali si doveva fare molto meglio. Nella ripresa, con gli stessi uomini ma con un altro assetto e soprattutto un altro spirito, il Doria ha saputo reagire trovando la rete con Thorsby e avvicinando un pareggio mai realmente realizzatosi. Tre mesi senza Serie A si sono fatti sentire, ma bisognerà in fretta rimettere le cose a posto e fare i punti che servono.

Salita. Ranieri sceglie la difesa a tre – Bereszynski, Yoshida, Colley – e presidia le fasce con Thorsby e Murru. Linetty e Jankto giocano da mezzali, Bertolacci staziona in cabina di regia mentre capitan Ramírez viene affiancato in attacco da La Gumina. I nerazzurri partono forte: Eriksen segna dopo 120 secondi ma l’assist-man Candreva era partito in fuorigioco; Audero al 5′ si fa poi trovare pronto su Barella e non può nulla cinque minuti più tardi su Lukaku, letale nel trafiggerlo dopo uno scambio stretto con Eriksen. La strada si fa in salita. E mastichiamo amaro anche al 19′ quando Mariani non ravvisa un contatto nei pressi dell’area interista tra Candreva e Jankto. Lo stesso Candreva carica il destro al 25′: palla a lato. Palla alta invece per Lukaku tre giri d’orologio più tardi.

Poco. Il Doria fatica tremendamente a tenere palla e a rendersi pericoloso in avanti. E i padroni di casa raddoppiano: Lukaku filtra per Candreva che alza la testa e vede Lautaro liberissimo di battere a rete. Siamo al 32′ e l’impresa si complica. Ranieri allora rimodula i suoi con un 4-4-2, abbassando Murru sulla linea arretrata e avanzando Thorsby su quella dei centrocampisti. Il risultato è un mancino sconclusionato di Ramírez – da posizione invitante – proprio sul gong della prima frazione. Troppo poco per poter almeno ricominciare a sperare.

Vivi. Anche Lukaku al 4′ spreca una buona opportunità. Meglio per noi che al 7′ la riapriamo. Corner elaborato, Ramírez la scarica in area, Colley svetta e colpisce in pieno la traversa, la sfera arriva a Thorsby che non ci pensa su e calcia in spaccata con il sinistro, Handanovic ci mette il piedone ma non basta. 2-1, siamo vivi. Dopo il primo gol norvegese della nostra storia il canovaccio cambia: siamo più accorti e quadrati, consapevoli di crederci fino alla fine. Ranieri opera i primi cambi al 25′: fuori Ramírez e Jankto, dentro Depaoli e Léris. Poi – dopo una parata di Audero brutta ma efficace su Eriksen – è la volta di Bonazzoli, nella mischia a ridosso della mezzora al posto di La Gumina.

Armi. Al 32′ ci prova senza fortuna Murru con una staffilata dal limite. Nel tourbillon di sostituzioni Vieira e il debuttante assoluto Askildsen danno linfa verde alla zona centrale del campo. Léris su punizione scalda i guanti ad Handanovic ad un passo dall’annuncio del magro recupero. Recupero al termine del quale usciamo sconfitti ma con l’onore delle armi. Con più attenzione e questo cuore: così si conquista l’obiettivo.

Internazionale 2
Sampdoria         1
Reti: p.t. 10′ Lukaku, 32′ Lautaro; 7′ Thorsby.
Internazionale (3-4-1-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva (28′ s.t. Moses), Barella, Gagliardini, Young (28′ s.t. Biraghi); Eriksen (33′ s.t. B. Valero); Lukaku, Lautaro (38′ s.t. Sanchez).
A disposizione: Berni, Godin, Ranocchia, Asamoah, Esposito, Pirola, Agoumé, D’Ambrosio.
Allenatore: Conte.
Sampdoria (3-5-2): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley; Thorsby, Linetty (36′ s.t. Askildsen), Bertolacci (36′ s.t. Vieira), Jankto (25′ s.t. Léris), Murru; Ramírez (25′ s.t. Depaoli), La Gumina (31′ s.t. Bonazzoli).
A disposizione: Falcone, Augello, Chabot, Ekdal, Tonelli, Gabbiadini, Rocha.
Allenatore: Ranieri.
Arbitro: Mariani di Aprilia.
Assistenti: Colarossi di Roma 2 e Di Iorio di Verbano-Cusio-Ossola.
Quarto ufficiale: Pairetto di Nichelino.
VAR: Mazzoleni di Bergamo.
AVAR: Preti di Mantova.
Note: ammoniti al 22′ p.t. Bertolacci, al 3′ s.t. Lautaro, al 20′ s.t. Thorsby, al 41′ s.t. B. Valero per gioco scorretto, al 45′ s.t. Gagliardini per simulazione; recupero 0′ p.t. e 4′ s.t.; terreno di gioco in ottime condizioni.

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