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Francesco Flachi: «Samp, con te per sempre»

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Francesco Flachi: «Samp, con te per sempre»

Intervista esclusiva con Francesco Flachi, numero 10 della Samp. Il rinnovo del contratto, l'anno che verrà, Vieri, la nazionale: una lunga chiacchierata con l'idolo dei tifosi blucerchiati.

2006-07-13_vieri-flachi«Non mi ci vedo, con un’altra maglia addosso». Francesco Flachi comincia da qui, dal rinnovo del contratto, per spiegare cosa sia la sua vita alla Samp. Un intreccio di passione, adrenalina, fantasia, una scelta decisa che porta questo fiorentino di trentun’anni, a Genova dal 1999, a voler continuare sotto la Sud «due anni ancora, e se faccio bene semmai allungo di una stagione e chiudo qui a trentaquattr’anni».

Francesco Flachi, sette stagioni alla Samp alle spalle e una davanti. Mai pensato di poter essere altrove, adesso?
«Mai, davvero. Perché qui sto bene e sono sempre stato bene: ho l’affetto della gente, della società, dei compagni. L'ho già detto e non ho problemi a ripeterlo: io la carriera la voglio finire qui».

C’è aria di rinnovamento, intorno a questa squadra. Molte partenze, altrettanti arrivi: ti piace quel che sta nascendo?
«Mi piace moltissimo. Peccato per i compagni che sono andati via, erano qui da qualche anno e si era legati, ma credo fosse arrivato il momento di cambiare un po’, di portare aria nuova. E poi è arrivata gente forte, ragazzi in gamba che sanno giocare. Sta venendo su una bella squadra».

C’è da dimenticare un campionato storto.
«Venivamo da tre stagioni splendide, ci sta topparne una: non siamo mica robot… Però adesso si riparte, abbiamo l’opportunità di giocarcela con tutti e fare di nuovo un bel torneo».

Aria nuova anche in attacco: rientrano Bazzani e Bonazzoli, c’è Quagliarella, è arrivato Vieri. Tanta concorrenza ma anche, forse, un nuovo modo di giocare.
«Sento dire che si potrebbe provare con due punte davanti e uno dietro, ma non è questo il punto: saper interpretare moduli diversi è solo un vantaggio, e poi tocca al mister pensarci. A me va bene tutto. Intanto speriamo che sia Fabio che Emiliano non abbiano più problemi, che stiano bene: se lo meritano».

Tu, Vieri e le telefonate. Che peso hai avuto nella sua decisione di scegliere la Samp?
«Nessuno. Ci siamo sentiti spesso ma è anche normale sia andata così, lui pensava di venire e voleva sapere come si sta da queste parti: logico abbia chiesto a qualcuno che conosceva. Ora che è qui porta entusiasmo: rappresenta uno stimolo per tutti noi, avere in squadra uno che ha giocato in grandi squadre e fatto grandi cose dappertutto».

Estate di due anni fa, Islanda-Italia. Prima convocazione di Flachi in nazionale, prima panchina azzurra di Lippi. L’avresti detto che sarebbe finita con la coppa alzata nel cielo di Berlino?
«Beh, Lippi è sempre stato un ottimo allenatore: le aspettative c’erano. Di quella partita però ripenso a quando stavo per esordire, s’è fatto male Zambrotta ed è dovuto entrare un difensore: peccato… Resta comunque un bellissimo ricordo. Son stato dieci minuti a guardarmi allo specchio con la polo dell’Italia addosso…».

In attacco, alla Samp, c’è anche Foti. Su di lui fiumi di parole, quando giocoforza ha esordito in A e quando sono arrivati i primi gol. Che futuro ha davanti a sé?
«Intanto ricordiamoci che è giovanissimo, non ha ancora diciotto anni. Ha subito fatto benissimo, ma intorno a lui ci sono state immediatamente – come sempre, quando esce un ragazzo che promette bene – grandi aspettative e grande pressione. Se ha un po’ faticato non c’è niente di male. Di sicuro le qualità le ha tutte: è alto, tecnico, io spero possa diventare come Toni».

Ultimo flash, a tinte blucerchiate. Tanti anni, tante emozioni: la più forte?
«Non ne scelgo una soltanto, ne ho vissute moltissime e ricordo ogni attimo con grande piacere: la qualificazione in Uefa, la promozione in A, il centesimo gol… Ripeto, io qua sono sempre stato bene: per questo non mi vedo con nessun’altra maglia addosso».

Nella foto Pegaso, Christian Vieri e Francesco Flachi sorridenti al campo d'allenamento di Bogliasco.

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