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Luca Castellazzi, un compleanno da numero uno

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Luca Castellazzi, un compleanno da numero uno

Un anno in panchina, adesso la maglia da titolare: così Luca Castellazzi, 31 anni proprio oggi, vive il suo compleanno blucerchiato.

2006-07-19_castellazzi-lLuca Castellazzi, 31 anni proprio oggi, è da questa stagione il portiere titolare nelle gerarchie relative ai pali blucerchiati. Promosso numero 1 dopo un’annata fatta di Coppe alle spalle di Francesco Antonioli, l’ex estremo difensore del Brescia si prepara a vivere un torneo da protagonista con la maglia della Samp. Castellazzi si presenta in sala stampa con un sorriso a trentadue denti, figlio di un inizio di ritiro sicuramente duro, ma molto positivo.

Ieri e oggi. Con le parole però, si parte dalla scorsa stagione, una stagione vissuta sul filo, allenandosi e giocando poco, come d’altra parte era nei programmi: «Non è facile entrare in campo senza avere il ritmo partita – racconta Castellazzi -, magari fai una gara, poi stai fermo e ti alleni sapendo che non verrai utilizzato. Per un portiere è ancora più difficile, però lo sapevo già… Ho cercato di impegnarmi al massimo per farmi trovare pronto, era il mio dovere in quel momento. E non ho mai mollato». Ora il presente, con una difesa che è un po’ cambiata rispetto a qualche mese fa: «Sì, però il mister ha iniziato subito con il lavoro, facendo capire ai nuovi schemi e direttive principali. Sono tutti bravissimi calciatori e non ci sarà alcun problema nell’inserimento».

La Samp nel destino. Contro i blucerchiati, difendendo la porta del Brescia, Castellazzi ha sempre disputato grandi prove: «Beh, è vero – sorride l’estremo difensore milanese -, ogni volta mi sono distinto e alla fine mi è tornato utile perché la società ha puntato su di me. Ricordo con piacere le partite contro la Samp, anche per questo motivo».

L'Europa. La Coppa Uefa, un esordio nel match di Marassi con lo Steaua Bucarest che Castellazzi non ha dimenticato: «E’ stato bellissimo, avevo giocato in Intertoto con il Brescia, ma era l’Intertoto, non la Uefa… Penso si sia trattato di una grande soddisfazione anche se avrei preferito vincere invece di pareggiare 0-0».

I tifosi. L’entusiasmo è alto, al raduno di Bogliasco le presenze erano più di mille e anche nel ritiro di Moena diversi gruppi di sostenitori non hanno fatto mancare la propria voce. Delusioni dimenticate dunque, in nome di un riscatto che l’intero ambiente desidera: «Sappiamo bene quanto valgono i nostri tifosi, non ci hanno mai fatto mancare l’affetto anche nei momenti più duri. Loro saranno sempre con noi e cercheremo di dare il massimo anche per questa fantastica gente».

L'anno che verrà. Naturale parlare del campionato e degli obiettivi, anche se Castellazzi non si sbilancia: «Certamente diremo la nostra, ma è troppo presto per parlare di obiettivi. L’assenza di alcune squadre importanti peserà, dunque potremmo avere qualche chanche in più, ma solo durante l’anno capiremo ciò che sarà realmente nelle nostre corde. Solo una cosa è fondamentale: iniziare bene».

La società. La Sampdoria ha puntato molto su Castellazzi: «Ringrazio tutti, hanno operato le loro valutazioni attraverso le prestazioni dentro e fuori dal campo, e fuori ci sono stato parecchio – ammortizza con un sorriso il portiere blucerchiato -, da qui sono partiti per una scelta che mi onora e mi riempie di responsabilità. Ma a 31 anni penso che sia anche il momento di prendersi le proprie e lo farò con grande gioia. Per me conta solo ripagare la fiducia e ho un solo modo per farlo: giocare bene».

Nella foto Pegaso, Luca Castellazzi (31 anni oggi) impegnato in allenamento.

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