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All’ultimo assalto Ambrosini gela una gran bella Samp

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All’ultimo assalto Ambrosini gela una gran bella Samp

Ordinata, grintosa, intelligente, eppure la Samp esce sconfitta da San Siro: decide un colpo di testa del centrocampista del Milan a un soffio dal termine.

25_bonazzolioddo.jpgPunita e beffata oltre i propri demeriti, la Samp lascia San Siro senza punti – colpita al cuore da un colpo di testa di Ambrosini all'ultimo assalto – ma con la consapevolezza di aver dato quanto era nelle proprie possibilità per opporsi ad un Milan lanciato alla rincorsa di un posto in Champions League. Ha retto e ha retto a testa alta, la Samp: compatta, aggressiva, mai in soggezione, capace di creare e di mettere in difficoltà i rossoneri. La Samp che ci voleva, insomma.
Novellino la schiera col solito 4-4-2, affidando a Maggio e Zenoni le corsie laterali in difesa con Ziegler e Olivera a centrocampo (con Castellazzi in porta), insistendo sulla coppie Accardi-Falcone e Volpi-Palombo per tenere a bada da un lato Ronaldo, Oliveira e Kakà e dall'altro Ambrosini, Gattuso e Seedorf e affiancando Bonazzoli a Quagliarella. Il Milan parte bene, cercando Ronaldo come riferimento, ma le prime occasioni fioccano per i blucerchiati e sono momenti importanti: un palo di Palombo dalla distanza scuote la gara, un affondo di Bonazzoli costringe Oddo al fallo al limite dell'area (la punizione di Volpi sibilerà alta) con Ayroldi che sceglie, per l'esterno, il cartellino rosso.
Il Milan, ridisegnato da Ancelotti con Cafu dentro e Oliveira fuori, non sbanda e prende in mano la partita. Qualche tiro da fuori (Jankulovski, Cafu, Kakà: Castellazzi o la mira che difetta tengono vivo lo 0-0), le ripartenze di Quagliarella e compagnia. La gara si gioca lì, con l'impressione che la Samp sia in palla e – concedendo il dovuto ad una squadra del genere – sappia fare i conti con la pressione che i rossoneri creano. Tant'è che l'occasione migliore di tutto il primo tempo la inventa Maggio, tutto solo in area su un pallone che sbuca altissimo all'improvviso: rovesciata perfetta, pallone a fil di palo e Dida che ci mette una pezza per un paio di centimetri.
La sfuriata del Milan, deciso ma incapace di trovare la via giusta per far male, sembra andare ad esaurirsi. La risolleva Olivera, ingenuo nel prendersi un primo giallo per i parastinchi che non ci sono e sgambettando Kakà pochi istanti dopo per rimediare il secondo: 10 contro 10.
Nella ripresa la Samp non sbanda, ma nemmeno riesce più a rendersi pericolosa lasciando al Milan l'iniziativa. Rimane Quagliarella da lanciare, cercando di aprire spazi nella difesa rossonera: ma Bonera, in un modo o nell'altro, chiude. Novellino sceglie Bazzani per Bonazzoli e Parola per Ziegler, Ancelotti risponde con Pirlo al posto di uno spento Seedorf e Inzaghi che chiude la gara di Ronaldo: il Milan vuole vincere, la Samp tiene alla ricerca di un punto che darebbe alle vittorie su Ascoli e Parma ancor più valore.
Non va così. La pressione del Milan aumenta, la Samp indietreggia, Quagliarella e Bazzani cercano invano di tenere alto qualche pallone. La beffa ha il volto biondo di Ambrosini, che spunta fuori quando alla partita manca un minuto o poco più

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