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Con Romeo e Koman la Samp fa suo il derby Primavera

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Con Romeo e Koman la Samp fa suo il derby Primavera

Vittoria! Con un rigore di Romeo e un tocco sottoporta dello stesso Koman (assist perfetto di Azor) la Samp fa suo anche il derby Primavera di ritorno.

10_rigoreromeo.jpgE' dolce il pomeriggio della Samp, cullata dal sole che batte su Arenzano e gonfia d'orgoglio per il terzo derby vinto sui tre che Carlin's Boys e campionato hanno messo sulla strada. Vince e fa festa, lanciata alla rincorsa della Juventus prima in classifica e di un sogno – il trionfo finale – sì difficile ma non impossibile.
Era una gara difficile, quella che attendeva la Primavera. Emozioni di un derby a parte – e non è roba da poco -, rimaneva il valore di un avversario ricco di qualità nei singoli e di organizzazione nell'insieme. La Samp ne è uscita a testa alta, bella e vincente, con la pazienza e l'intelligenza che il lungo lavoro di Alberto Bollini oggi e dei suoi predecessori ieri hanno saputo dare ad un gruppo di ragazzi cui non fanno difetto né la voglia di impegnarsi né quella di imparare. Ne è uscita con tre punti di puro orgoglio da un lato e pesanti come pochi dall'altro, quello della classifica. Ne è uscita con un rigore un attimo prima del 90' e un raddoppio in contropiede di Romeo e Koman. Ne è uscita cantando e festeggiando.
Il primo tempo è duro, tattico e bloccato. Bollini (senza Da Mota, Bastrini e Ferrari, tutti in prima squadra) si affida al consueto modulo ad una punta (Romeo) appoggiata da Marilungo e Soddimo, lasciando a Castellazzi il compito di organizzare, con l'aiuto ai fianchi di Cucciniello e Koman, il gioco; la difesa è quella consueta, con Enow e Bianco sulle fasce e la coppia Donato-Ciancio davanti al giovane (ma molto più che promettente) Fiorillo. Da tenere d'occhio ci sono soprattutto i due trequartisti – Ledesma e Forestieri – che Torrente manda in campo in aiuto al centravanti (che è Eusepi e non Siligato). La Samp gioca accorta, senza lampi né insicurezze: si fa viva prima della mezz'ora con una botta da fuori di Castellazzi, bloccato da Russo, e lascia al Genoa solo un destro a girare senza troppe pretese di Foresetieri; quindi cerca il gol con una zampata di Marilungo, senza fortuna.
La ripresa ha altri ritmi, nonostante le formazioni restino quelle dei primi 45'. Il Doria parte più deciso (e Romeo comincia a creare qualche problema a Borghese), poi arretra senza però soffrire: Forestieri e Cotellessa si fanno vivi con qualche punizione, Fiorillo chiude ogni varco. Bollini prova a cambiare l'inerzia della gara affidandosi ad Azor per Marilungo, Torrente a chi – Siligato – aveva deciso la finale del Viareggio: niente, la gara scorre via verso il 90' senza sussulti.
E' un lampo, quello che cambia tutto. Koman trova un varco, ci si butta, D'Alessandro lo sgambetta appena dentro l'area: un minuto alla fine, ed è rigore. Batte Romeo, che ultimamente non ne sbaglia una, e la partita prende la strada blucerchiata: destro potente e preciso. 1-0. Solo il recupero davanti per soffrire un po', ma Azor si sveglia e decide che non è il caso: altro affondo, tocco in mezzo e raddoppio facile facile di Koman. Poi tutti in panchina addosso a Bollini, e di lì tutti in campo a festeggiare non appena Bietolini fischia la fine. La Samp fa suo il derby, ancora una volta.

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