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Edoardo Garrone a Moena: «Samp, mi stuzzichi»

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Edoardo Garrone a Moena: «Samp, mi stuzzichi»

Il figlio del presidente è salito a Moena per salutare la squadra: «Sono i giovani a incuriosirmi, sogno un ragazzo che nasce nella Samp e diventa un grande campione».

08_garroneemazzarriGraditissima visita quest'oggi nel ritiro blucerchiato di Moena: ad assistere all'allenamento pomeridiano della truppa di Walter Mazzarri ecco Edoardo Garrone. Viso disteso, abbronzatura invidiabile e grande curiosità per la Samp che sta nascendo, una Samp «che mi stuzzica», sono le parole del figlio del presidente Riccardo Garrone, da sempre tifosissimo blucerchiato. Edoardo Garrone trova entusiasmo e clima sereno in Val di Fassa, fattori apparsi nitidamente fin da ieri pomeriggio, quando il Doria è arrivato in Trentino.
Un entusiasmo che fa il paio con quello dei tifosi, carichi e stimolati per via delle voci di mercato degli ultimi giorni. Una su tutte, quella che vorrebbe il grande ritorno di Vincenzo Montella. «Non so nulla – frena subito Garrone -, so che gli addetti al mercato ne stanno parlando e da tifoso ovviamente ci spero». Sarebbe un colpaccio, il nome che aumenta gradimento e voglia di andare allo stadio. Però… «I nomi sono sicuramente molto importanti – prosegue Garrone -, generano i sogni dei sostenitori, ma non sono tutto. L'idea di Sampdoria che ha sempre portato avanti mio padre è quella di una società sana, solida e basata sui giovani. E credo proprio che quest'anno ci sia un ottimo mix tra calciatori esperti e promesse dal brillante avvenire». Che tenteranno di seguire le orme di un certo Fabio Quagliarella, uno che dodici mesi fa era praticamente un signor nessuno e che oggi è sulle copertine di tutti i rotocalchi sportivi.
Proprio sulla vicenda Quagliarella, Edoardo Garrone si esprime così: «Chiaramente mi è dispiaciuto, come a tutta la società. Ma abbiamo fatto veramente il possibile e forse anche di più per trattenerlo: la nostra politica è sotto la luce del sole, tuttavia per Quagliarella eravamo disposti ad operare un investimento importante. Purtroppo è andata male e la Samp ha immediatamente spostato le proprie forze su altri fronti, cercando di allestire una squadra il più competitiva possibile».
La competitività servirà tutta, insieme a determinazione e condizione fisica. Già, perché tra nemmeno 15 giorni c'è l'Intertoto, appuntamente fortemente voluto dal Doria, che mira a tornare in Europa. «Cominciare 12 giorni prima del previsto non è uno scherzo – sottolinea Garrone -, significa che ci teniamo a sfruttare questo tipo di possibilità. La Sampdoria vuol tornare in Europa e perciò affronterà l'Intertoto al massimo delle proprie forze. Anche perché, non fosse stato così, non saremmo mai partiti con tale anticipo…».
Si diceva prima dei nomi, che non fanno tutto, ma tanto sì. Quali i preferiti di Edoardo Garrone in questo momento? «Tutti i giovani in generale, mi incuriosiscono sempre tantissimo. Da tifoso, sogno sempre che un ragazzo cominci qui da noi e si affermi come grande campione. Credo non sia soltanto un mio pallino perché allo stadio non ho mai visto un debuttante o comunque un giovane uscire o entrare in campo tra i fischi. La gente ha bisogno di sogni e personalmente mi trovo sulla stessa linea». Oltre le promesse, c'è un altro nuovo acquisto che stuzzica Edoardo Garrone: «Direi Campagnaro, se non altro per la mia fede blucerchiata… A parte gli scherzi, mi hanno detto che è un ottimo giocatore e non vedo l'ora di vederlo all'opera».
Tornando ai giovani, caposaldo della politica societaria doriana è il settore giovanile, ricostruito da zero dopo l'avvento di Riccardo Garrone e oggi fiore all'occhiello della società blucerchiata. «Penso che l'investimento sui ragazzi sia fondamentale, non tanto per i ricavi in proiezione, ma soprattutto per la possibilità di fornire elementi validi alla prima squadra ed avere maggior potere sul mercato. In sede di accordi e scambi, è sempre un vantaggio poter disporre di un settore giovanile importante e noi, con le due finali ottenute l'anno scorso ed il duro lavoro svolto negli ultimi cinque anni, siamo veramente solidi sotto questo aspetto». Ma il mercato non è solo relativo al vivaio. E la Sampdoria quest'estate sta investendo molto: «Penso che a fine agosto, quando faremo i conti, ci troveremo a dire che si tratta della stagione in cui abbiamo investito di più, anche maggiormente rispetto all'anno della promozione in Serie A. E non parlo di ingaggi dei calciatori, ma di costi di acquisizione».
Alla luce di cilò, dunque, c'è chi sogna ancora uno o due colpi da parte della società, magari quei nomi che non sono tutto ma che fanno comunque piacere. E non poco. «Vedremo, vedremo. Di sicuro c'è volontà di far bene, ma non possiamo uscire dai nostri parametri anche perché il mondo del calcio attualmente è messo in certi termini, per via ad esempio della disputa sui diritti televisivi, battaglia questa che mio padre sta portando avanti da anni, spesso non ascoltato». Edoardo Garrone chiude proprio su questo tasto: «E' normale che una più equa divisione degli introiti tv, che sono il guadagno più importante del sistema calcio, darebbe anche a società medio-piccole come noi e tante altre la facoltà di operare diversamente sul mercato. In Italia purtroppo si procede ancora in questa maniera, mentre altri paesi si sono mossi molto meglio; mi auguro che la Lega Calcio trovi una soluzione adeguata. Penso sia il bene di tutti».

Nella foto Pegaso, Edoardo Garrone a bordocampo insieme a mister Walter Mazzarri.

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