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Pea: «Questi ragazzi hanno voglia di crescere»

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Pea: «Questi ragazzi hanno voglia di crescere»

Il tecnico della Primavera traccia il quadro della situazione dopo una settimana di test a Bogliasco e l'inizio del ritiro di Bedonia: «Stiamo lavorando bene, in tutta serenità».

02_peaBedonia, meno di un'ora da Parma. Appennino emiliano. «Un posto tranquillo, con tutto quel che serve. Si lavora benissimo». Il telefono squilla e Fulvio Pea risponde da lì, dopo pranzo: in ritiro, a tavola, cellulari spenti. Lavora, la Primavera: una settimana a Bogliasco tra test e primi allenamenti, quindi via verso la Val Taro. C'è da preparare una stagione lunga e dura: adesso la Samp non è più una sorpresa.

E' contento, mister?
«Diciamo felicissimo, rende di più l'idea. Ho rinunciato a diverse offerte in C1, alcune parecchio interessanti: però nessuna mi incuriosiva come questa… E poi la Samp è la Samp, un sogno per ogni allenatore: città splendida, il mare, una società seria, che lavora bene, e persone intelligenti, interessanti. Capaci».

Raccoglie in eredità uno scudetto sfiorato d'un soffio e una squadra che, per limiti d'età, ha cambiato volto: come se la aspetta, la stagione che arriva?
«Ho trovato nei ragazzi grande determinazione e voglia di crescere, elementi importanti per pensare di mettere insieme una squadra. I risultati non c'entrano, qui bisogna pensare e volere una cosa solamente: diventare bravi professionisti. Come? Attraverso il rispetto delle regole, fondamentale nel calcio come nella vita, mettendocela tutta, lavorando in armonia e con impegno. I ragazzi sanno che questo potrebbe essere il loro ultimo anno in un settore giovanile, sanno che o diventano giocatori veri o l'avventura finisce: ed è proprio come giocatori che devono completarsi. In Primavera deve arrivare a compimento la crescita cominciata da bambini».

Un insieme di ragazzi saliti dagli Allievi e vecchia guardia, questa Samp.
«Abbiamo qualche '90 e abbiamo aggregato anche i '91: ragazzi anche molto interessanti, segno che la società lavora bene, e da anni, a tutti i livelli. Poi questa mattina sono arrivati Cucciniello e Arnulfo, che erano con la prima squadra, e presto rientrerà Rossini dalla nazionale: tutti elementi di valore, che potranno aiutare i compagni a crescere e migliorare».

E' dura vivere una stagione a metà tra chi ha la propria età e il calcio dei grandi?
«Non è semplice, no. Io ho vissuto negli ultimi sei campionati il mondo delle prime squadre, ed è un mondo che fa perdere gli equilibri della vita normale… La difficoltà è lì, nel ritrovare l'umiltà necessaria per rimettere piede nel piccolo ambiente della Primavera: sta all'allenatore e ai suoi collaboratori aiutare i ragazzi a mantenere l'equilibrio. E sta anche alla maturità del giocatore, chiaro: la Serie A è il sogno di tutti, se non si ha la testa sulle spalle è facile perdere il senso delle dimensioni».

Che prospettive ha, questa Primavera?
«E' presto per dirlo, ho qualche ragazzo che deve recuperare da infortuni dell'anno scorso e ancora non ho potuto lavorare con tutta la squadra al completo. Però sulla carta il valore è alto, eccome. Cominceremo a capire qualcosa in più sabato, dopo l'amichevole col Sestri Levante (alle 17, ndr)».

Un nome, senza far torto agli altri: come procede l'ambientamento di Eramo?
«Mirko è un ragazzo timido, alla sua prima esperienza lontano da casa. Va aiutato, ma è molto maturo e intelligente. La cosa bella, e devo rendere merito a tutti gli allenatori che hanno lavorato in questo settore giovanile, è vedere che è circondato da compagni socievoli, capaci di stare in gruppo: lo aiutano a sentirsi a casa sua, e credo che lui si stia integrando molto bene».

Nella foto Pegaso, il nuovo tecnico della Primavera blucerchiata Fulvio Pea.

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