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Fiorillo: «Tornare al Ravano, una grande emozione»

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Fiorillo: «Tornare al Ravano, una grande emozione»

Il portiere della Samp incontra i ragazzi del Ravano Erg al Palasport di Genova: «Ho cominciato a giocare a calcio qui, su questo campo. E tra dieci anni sogno di essere… il portiere della Samp».

16_fiorilloravanoGuarda il passato Vincenzo Fiorillo, strano a dirsi per un diciannovenne. Il bello del tutto è il come. Con una maturità da trentenne scavato dalle esperienze. Succede questo, di fronte ai bambini del 25° Torneo Ravano Erg, oggi pomeriggio al Palasport di Genova, nell'ambito dell'incontro organizzato dalla Sampdoria, primo dei faccia a faccia che porteranno i calciatori blucerchiati a dialogare direttamente coi piccoli protagonisti del Ravano.

Passione e amicizie. Ragazzini timidi ma non impacciati, che già in Fiorillo un po' si vedono, che già un po' in lui si sognano, nonostante la carriera del numero uno di Oregina ancora non sia praticamente nemmeno cominciata. Ma dai tre consigli che escono dal breviario Fiorillo – stuzzicato dalla più classica delle domande: «Come si fa a diventare un calciatore?» -, ci si rende conto che esistono tutte le premesse per vedere tra qualche anno un portierone fatto e finito. «Come si fa a diventare un giocatore di calcio – sorride Vincenzo, pensando alla risposta -? Beh, innanzitutto bisogna essere intelligenti e disponibili e non è facile, come non è facile soprattutto riuscire a rimanere controllati, a non dire sempre ciò che si pensa, a restare equilibrati nelle diverse situazioni. Poi bisogna avere passione: per me mettere i guanti è ancora la cosa più bella, come quando ero bambino. Infine credo che si debbano coltivare le amicizie, dentro e fuori dal campo, le amicizie sincere, per rendersi conto quali siano i veri valori della vita».

Il mio Ravano. Non male. Poi, spazio ai ricordi del Ravano, il torneo che ha di fatto lanciato Fiorillo verso un pianeta più serio di quanto lui stesso da piccolo non immaginasse. «Non pensavo a diventare professionista da bambino – racconta il blucerchiato -, ricordo che a scuola si parlava solo di questo torneo, si era più concentrati sulle singole partite, sull'attimo, nessuno pensava al futuro. Io ho iniziato a giocare a calcio tardi, verso i nove anni, e la mia prima esperienza vera fu proprio il Ravano. Da lì si può dire che è partito tutto». La Samp, infatti, nota proprio sul tappeto verde del Palasport il lungo portiere della Dieci Dicembre, il complesso di Oregina che partecipa al Ravano da sempre e da sempre permette ai ragazzi del quartiere di partecipare ad una manifestazione sentitissima, che anima le ricreazioni – e non solo quelle – nelle infinite mattinate scolastiche. «Mi misero in porta perché ero alto – dice Fiorillo -, non ci voleva stare nessuno. Poi la Samp mi chiamò e all'età di dieci anni iniziai a giocare dove tutt'oggi mi trovo. Per me far parte della Sampdoria è un sogno realizzato: lo sanno tutti che tifo blucerchiato da quando ho iniziato a seguire il calcio».

Cambiamenti. Ancora Ravano. «L'ho fatto per due anni, in quarta e quinta, ma visto che lo avete chiesto, lo dico: non l'ho mai vinto, superavamo qualche turno ma ci hanno sempre eliminati prima della finale. Oggi l'ho trovato cambiato, ci sono basket, rugby e volley e mi fa molto piacere, in più si tengono iniziative come questa, che io reputo importante. Mi sarebbe piaciuto potermi confrontare coi calciatori della Samp di quando ero piccolo io, peccato non esistessero ancora incontri simili. Del Ravano, in ogni caso, mi resterà sempre il ricordo più bello, che è averlo condiviso coi miei due migliori amici di allora e di oggi. L'ho detto prima: l'amicizia è un valore fondamentale e tenere rapporti per tanti anni significa avere punti di riferimento. Credo sia uno degli obiettivi da seguire».

Tra dieci anni. Obiettivi calcistici, pure, Fiorillo ne ha un'infinità, forse nemmeno lui riesce ad immaginarli tutti. A sentire le voci, il portiere della Sampdoria è l'astro nascente del calcio italiano in quel ruolo, l'erede naturale di Gigi Buffon. «A Buffon mi sono sempre ispirato – dice infatti Vincenzo -, per le capacità tecniche, ma anche per l'atteggiamento. Persona educata, sempre disponibile e mai protagonista di atteggiamenti negativi. Alla fine, esce sempre il ritratto di una figura pulita, comunque sia: questo mi piace in particolar modo». Provocazioni innocenti, per chiudere. «Come andavo a scuola? Diciamo che le cose migliori le ho fatte vedere al Ravano e durante educazione fisica. A chi preferirei parare un rigore tra Ibra, Del Piero e Milito? A Milito mi farebbe piacere… Se ho mai pensato di cambiare lavoro? No, dai, questo credo sia il più bello. Andar via dalla Samp per una squadra più forte? La Samp è già una squadra forte. E poi tra dieci anni io mi immagino ancora con questa maglia addosso».

Nella foto Pegaso, Vincenzo Fiorillo circondato dai bambini al Torneo Ravano Erg.

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