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Mihajlovic senza macchia e senza paura: «Fatta una grande gara, abbiamo osato»

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Mihajlovic senza macchia e senza paura: «Fatta una grande gara, abbiamo osato»

Facciamo così: lasciamo parlare Sinisa Mihajlovic, in modo che con le parole ci accompagni lungo il suo anno e più di regno sulla panchina blucerchiata: «Non dimentichiamo dove eravamo quando sono arrivato, quando ci siamo salvati. Se abbiamo obiettivi europei? Pensiamo partita per partita, ho sempre detto che il nostro obiettivo è la parte sinistra della classifica. Vedremo dopo questi tre turni dove saremo. La vittoria di stasera avrà meno valore se non dovessimo vincere contro l’Inter, speriamo di fare domenica ciò che sappiamo fare».

Complimenti. Gioca un po’ al pompiere, il tecnico serbo, perché l’entusiasmo scotta, senza dimenticare i complimenti ai suoi: «È stata una gara difficile, l’ho detto ai ragazzi che sarebbe stato un match in cui avremo vinto solo se non avessimo avuto paura di perdere. Nel primo tempo loro hanno spinto, noi abbiamo avuto la nostra occasione solo dopo il quarto d’ora della ripresa: è stata una grande prova di sacrificio. Anche all’andata ricordo che abbiamo fatto una prestazione notevole: abbiamo osato quando era necessario e sofferto quando richiesto».

Tutti. Sin troppo banale la domanda che parte da studio sul giocatore che di fatto ha spaccato la partita. «Eto’o? Non voglio parlare dei singoli – glissa l’allenatore, pur grato al numero 99 -, se si vince a Roma 2-0 vuole dire che tutta la squadra ha fatto bene. Si è sacrificato molto, come Eder e Okaka, ma i complimenti vanno a tutti. Sicuramente un Eto’o così è quello che ci mancava, con la sua classe si fa seguire dai compagni».

Rinascita. Scendendo negli aspetti tecnici, Sinisa continua: Non prendere gol all’“Olimpico” è molto positivo, bisogna dire che non è soltanto merito del reparto difensivo, ma anche dell’ottimo lavoro di tutti i giocatori, che hanno svolto un lavoro fondamentale. E poi Viviano è stato bravissimo. Una rinascita? Abbiamo avuto un po’ di difficoltà a gennaio con i nuovi, dato che non erano ancora in condizione, ma ora abbiamo rimesso a posto le cose e se è questo è stato possibile è merito di questi miei ragazzi, che hanno dato la loro piena disponibilità». E dunque il segreto di questo successo così importante quale è? «Le grandi squadre si prendono dei rischi – filosofeggia l’uomo di Vukovar -, noi l’abbiamo fatto, e a me questa mentalità piace. Abbiamo interpretato bene la gara, non abbiamo nulla da rimproverarci».

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