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Mihajlovic e la Samp verso le coppe: «Ora dipende solo da noi»

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Mihajlovic e la Samp verso le coppe: «Ora dipende solo da noi»

«Ora dipende solo da noi». Sinisa Mihajlovic si presenta in conferenza stampa parlando chiaramente, oltrepassato il ciclo di ferro cominciato con la gara di Roma, ora il futuro è tutto nelle mani della Sampdoria: «Il Milan è sempre il Milan, ed è a 7 punti da noi; il Torino è a 6. Il nostro destino lo decideremo noi, sarebbe stato peggio se fosse dipeso dagli altri. Cercheremo di portare a termine la stagione andando in Europa: abbiamo ancora 8 partite dove prendere il maggior numero di punti possibili».

Tattica. «Tutto è nelle nostre mani – insiste in maniera martellante il serbo, prima di passare al quadro tattico della gara -. Eder è stato messo dove Abate e Cerci attaccavano di più, Soriano aveva già fatto l’esterno garantendo la copertura, poi alla fine abbiamo cambiato su un 4-3-3 con un centrocampista in più, cioè Duncan, bravo nella gestione del pallone e poi con Muriel, sperando che trovasse gli spazi. Ci garantiva più qualità centralmente, anche per il fatto che Eto’o è veramente difficile che vada a perdere palla».

Preparazione. «Nel primo tempo non abbiamo giocato come dovevamo in base a quanto preparato – dice Sinisa ripensando ai correttivi -, abbiamo sbagliato troppi passaggi. Loro hanno avuto più possesso, mentre nel secondo abbiamo girato un po’ di giocatori, siamo andati in vantaggio e lì dovevamo chiudere la gara anche perché loro non erano al massimo. Ci siamo accontentati del vantaggio pensando di poterla gestire e non siamo stati in grado. La mia impressione era che non potevamo subire gol, mentre sul finale abbiamo rischiato di perderla. Quando non puoi vincerla non devi perderla, sabato diventa fondamentale contro il Cesena».

Riconoscenza. Riguardo al futuro, Miha vuota poi il sacco: «Sicuramente al primo posto metto il progetto, di tutto quello che può accadere alla Sampdoria e anche nelle altre parti, ma non è il mio obiettivo primario ora. Io son venuto qui per amore e riconoscenza, stiamo facendo un grandissimo campionato, se andiamo in Europa la riconoscenza è ripagata, ovvio, ma intanto bisogna arrivarci perché i cavalli vincenti si vedono solo alla fine, è inutile aver corso tanto se poi ci facciamo superare. Dobbiamo portare a casa il risultato e tutto il resto va in secondo piano. Io non ho ancora deciso nulla, per cui non voglio prender in giro nessuno, quando deciderò solo a quel punto parlerò. Non mi va neppure di pensarci, sono troppo intelligente e maturo da non farmi distrarre, ma anche i miei giocatori non ci devono pensare, devono rimanere concentrati, poi ci sarà tempo per ragionare su tutto».

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