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Roberto Sassi dall’Inghilterra alla Sampdoria

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Roberto Sassi dall’Inghilterra alla Sampdoria

Roberto Sassi spiega le sue strategie di lavoro e racconta dell'esperienza inglese al Chelsea, esperienza che lo ha formato professionalmente. Metodi, idee e programmi del nuovo preparatore atletico blucerchiato.

04_sassiemaggioDall'Inghilterra alla Sampdoria. Un bel viaggetto quello del Professor Roberto Sassi, soprattutto dal punto di vista sportivo. Oltremanica, si sa, la cultura del calcio è totalmente diversa dalla nostra e il "prof" ha avuto modo di capirlo bene dopo 4 anni trascorsi nel Chelsea di Claudio Ranieri. Un curriculum già prestigioso il suo, che vanta dunque un'esperienza importante come quella nel club londinese, un'esperienza che ha formato il nuovo preparatore atletico della Sampdoria a tal punto da fargli cambiare atteggiamento nel lavoro quotidiano.

Gli allenamenti. Si comincia con una valutazione sugli allenamenti, secondo il professor Sassi: «Non è importante il volume della seduta, ma la qualità». Un'affermazione significativa, che fa da apripista a tutto il resto: «Prima di andare al Chelsea – racconta Sassi – ero molto pignolo, ora affronto diversamente la preparazione delle partite, cercando di stressare i giocatori il meno possibile. In Inghilterra l'approccio alla gara è molto più sereno, non è certamente paragonabile al nostro calcio, dove l'apprensione e lo stress sono così alti da diventare pericolosi. Come dicevo prima, conta la qualità».

Le telecamere. Innovazione è una parola gradita al "prof", che vorrebbe sperimentare l'utilizzo delle telecamere durante le partite – come accade già a San Siro e al Tardini di Parma – per studiare i movimenti degli atleti, così da poter prevenire infortuni e potenziare e perfezionare il lavoro atletico: «So che a Milano e Parma esiste già questo tipo di iniziativa, spero di poterla portare anche a Marassi. Ci stiamo lavorando su, vedremo come andrà a finire».

La divisione del gruppo. Nel ritiro di Moena Roberto Sassi sta allenando e gestendo l'intera squadra, cosa che durante l'anno probabilmente non accadrà più. Verranno infatti effettuate delle divisioni all'interno della rosa, così da poter lavorare in modo dettagliato sulle singole esigenze. Il "prof" spiega tutto: «E’ necessario suddividere i giocatori in gruppetti a seconda del ruolo. Comunemente si ritiene ad esempio che il maggior sforzo fisico sia dei centrocampisti, in realtà sono gli esterni che superano spesso la soglia dei 19 km orari, quindi la maggior fatica è la loro. Tenendo conto di queste osservazioni, sarà utile lavorare diversamente con centrocampisti, esterni, difensori ed attaccanti, a seconda dello sforzo profuso maggiormente. Le informazioni che raccolgo attraverso gli esami, i test e attraverso l'esperienza giornaliera, le passo poi direttamente ai ragazzi, spiegandole loro e cercando di aiutarli a migliorarsi».

Il computer. Alla luce di quanto detto, è facile pensare ad un professor Sassi tutto pc e tecnica. Non è così: «Usavo il computer già 28 anni fa, ma col tempo mi sono reso conto che si tratta solo di un utilissimo supporto per memorizzare informazioni, nient'altro. Lo proporrò sicuramente anche a Novellino, immagazzinare le esperienze sul campo può tornare utile durante la stagione».

Le lunghe soste estive. E' stata un'estate lunga per i calciatori: prima le ferie anticipate dovute al Mondiale, poi lo slittamento dei campionati. Roberto Sassi ha contato i giorni: «Qualcuno è stato fermo anche 50 giorni – dice il preparatore atletico della Samp -, la cosa si farà sentire durante il campionato. Credo che ci saranno diverse sorprese…».

Le curiosità. Infine, un po' di curiosità. Nei test di velocità è stato Cristian Zenoni a risultare il migliore, nella resistenza invece la palma del numero uno è andata ad Andrea Parola. Infine, salta più in alto di tutti – test a piedi uniti per conoscere la potenza muscolare – Christian Maggio.
 
Nella foto Pegaso, Roberto Sassi (a sinistra) scherza con Christian Maggio.

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