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Ruben Olivera: «Alla Samp per dare il massimo»

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Ruben Olivera: «Alla Samp per dare il massimo»

Ruben Ariel Da Rosa Olivera sbarca a Genova, non fa in tempo a salutare ed è già in campo nella festa per i sessant'anni della Samp: due assist e giocate sopraffine per deliziare il palato dei suoi nuovi tifosi.

10_oliverapresentazioneNon capita tutti i giorni di inventare due assist prima ancora che ti presentino nella tua nuova squadra, prima ancora di aver fatto anche una piccola conferenza stampa di apertura, prima delle foto di rito con il numero che ti hanno assegnato. Forse – soprattutto per gli ottimisti – è un segno del destino giocare il primo giorno contro una formazione del tuo paese, vincere ed essere immediatamente protagonista. Sicuramente Ruben Ariel Da Rosa Olivera da Montevideo, classe 1983, fresco ex juventino, arriva alla Sampdoria proprio con questa intenzione, dopo quattro stagioni in bianconero simili ai colori della Vecchia Signora, cioè in chiaroscuro. Giocare, esserci sempre, possibilmente vincere, questi gli obiettivi a breve e lungo termine del numero 8 blucerchiato che oggi pomeriggio si è presentato al Mugnaini di Bogliasco.

Il primo giorno alla Samp. Si parte proprio da ieri sera: «Il mister mi ha chiesto come stavo – racconta Olivera -, se volevo giocare. Io ho detto subito di sì ed è andata bene. L'importante era vincere nel contesto della fantastica celebrazione di ieri e lo abbiamo fatto. Ora guardiamo al futuro…».

La Juve. Due parole sulla Juventus, da cui Olivera si lascia con l'amaro in bocca: «E' stato un anno particolare lo scorso, con Capello ho avuto un rapporto un po' così, ho giocato poco ed è arrivato anche un infortunio. Peccato, ma ora ecco la possibilità di venire alla Samp, ipotesi che ho accettato immediatamente senza pensarci due volte. Qui c'è un gruppo giovane, con elementi validissimi in ogni reparto e c'è voglia, la stessa che ho io».

Dalla trequarti alla fascia. Ruben Olivera nasce trequartista, poi Capello lo piazza sulla fascia e lui impara a stare sia a destra che a sinistra. Novellino gli chiederà proprio questo: «Col mister ho parlato poco – dice l'uruguagio -, giusto le poche parole scambiate ieri sera. Però nei due anni con Capello ho imparato il ruolo e non ho nessun problema. A me piace portare palla, sono un giocatore abbastanza offensivo, però ho capito bene che in Italia la fase difensiva è fondamentale e perciò non ci saranno innamoramenti della sfera da parte mia… Ci sono tanti giocatori di qualità davanti, quindi basterà fare arrivare loro il pallone».

Gli anni italiani. Negli anni italiani, Olivera è maturato: «In questi quattro anni in Serie A sicuramente sono cresciuto, ma ora è il momento di dimostrare le mie qualità nella Sampdoria, d'altra parte è la prima volta in cui potrò essere veramente protagonista e voglio fare il massimo».

La Nazionale. Capitolo nazionale. L'Uruguay ha fallito l'accesso ai Mondiali, è il momento di ripartire e Ruben vuole diventare titolare nella "Celeste": «Ci sono tanti giocatori forti nel mio paese, poi gli allenatori cambiano spesso, sarà fondamentale per me disputare una grande stagione nella Samp per guadagnarmi il posto in Nazionale, posto che per me rappresenta un grande sogno».

La Sud. La gradinata Sud ha impressionato il ragazzo di Montevideo, che la Samp la conosce già dai tempi dell'adolescenza: «Guardavo spesso le partite in tv quando giocavano Veron, Ortega e tutti gli altri campioni che hanno vestito la maglia della Sampdoria. Venendo a Marassi con la Juve ho potuto capire ancora meglio che cosa significhi giocare a Marassi. Finalmente ieri sera l'ho vissuta in prima persona ed è stato fantastico».

Il soprannome. Il soprannome di Olivera è tutto un programma. In Uruguay lo chiamano "il pollo", che tradotto nel significato italiano suona "il pulcino". Il vezzeggiativo ha radici lontane: «Appena entrato nel Danubio – prima squadra professionistica di Olivera -, tutti mi appellavano con quel nomignolo, ai tempi ero un ragazzino, avrò avuto 15 anni, quindi ecco spiegato il pulcino. Ma nel tempo la cosa è rimasta e ora è diventato il mio secondo nome, cui sono comunque affezionato».

Il futuro. A 23 anni il futuro non è un problema, nemmeno per Ruben Olivera, che resta in ogni caso di proprietà bianconera: «Vedremo, non ho compromessi con nessuno, neanche con la Juve, quindi aspettiamo di chiudere la stagione con la Samp e poi decideremo». Ma le idee, nonostante la giovane età, sono chiarissime: «Speriamo di arrivare almeno in una Coppa, non so quale. Credo che sia il minimo per una squadra come la nostra. Sono felice di essere qui».

Nella foto Pegaso, Walter Novellino dà il benvenuto a Bogliasco a Ruben Olivera.

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