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Emiliano Bonazzoli, la luce in fondo al tunnel

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Emiliano Bonazzoli, la luce in fondo al tunnel

Dopo il lungo calvario Bonazzoli è tornato per vivere un momento magico. E si racconta a sampdoria.it: «Sono stati mesi difficili, ma adesso provo emozioni che mi rendono felice».

28_bonazzoliLa luce in fondo al tunnel. Se dovessimo dare un titolo agli ultimi otto mesi dell’esistenza calcistica di Emiliano Bonazzoli forse non se ne troverebbe uno migliore. Otto mesi… Tanto tempo è passato da quel maledetto 30 dicembre 2005 in cui il ginocchio dell’ariete di Asola fece “crack” in allenamento a Bogliasco. L’operazione, quindi la lunga rieducazione e infine, a luglio, il ritorno in campo. Di nuovo nei ranghi dopo mesi di sofferenze. Ma alla fine dopo tanto penare sono tornati i gol, il pane per un bomber come Emiliano e anche le soddisfazioni che solo il campo e le partite, quelle vere, sanno regalare. «Sono stati mesi difficili, non si può negare – racconta Emiliano Bonazzoli -. E il primo contatto con il campo abbastanza traumatico soprattutto per me che mai in passato avevo subito un infortunio del genere. Ma ho lavorato nella maniera corretta, senza mai voler strafare e adesso inizio a raccogliere i frutti di tanti sacrifici. I gol in Coppa, l’emozione di sentirmi di nuovo un giocatore vero, la Nazionale, la nascita di mio figlio… Emozioni che messe tutte insieme mi stanno regalando un momento davvero magico».

Il tuo personale momento peraltro va a coincidere con quello della squadra, reduce dalla qualificazione agli ottavi di Coppa Italia.
«Sì, indubbiamente stiamo lavorando nella maniera giusta e i risultati si vedono. Anche a Bologna abbiamo dimostrato di esserci, non solo con le gambe, ma anche e soprattutto con la testa, con la giusta determinazione. Abbiamo vinto una partita non facile giocando in dieci per più di un’ora. E’ un momento ottimo sia per la squadra che per il sottoscritto».

La stagione è partita con il piede giusto. Ma secondo te dove può arrivare realmente questa Sampdoria?
«La certezza più grande a mio modesto parere risiede nell’unione del gruppo. Fin dai primi giorni di lavoro a Moena si respirava un’aria nuova. I primi risultati in Coppa hanno confermato anche il valore tecnico di questo gruppo. Sono segnali importanti, ai quali dobbiamo ovviamente dare un seguito, continuando a lavorare e a remare tutti nella stessa direzione seguendo ciò che ci chiede il mister».

Walter Novellino, per l’appunto, un tecnico che non manca mai di elogiarti per le tue qualità. Qual è il tuo rapporto con il mister?
«Ottimo. Come si può intuire sono un ragazzo piuttosto taciturno, ma con il mister l’intesa è sempre immediata. Basta uno sguardo, anche un solo gesto per capirci e comprenderci alla grande. A lui devo moltissimo e i suoi continui complimenti mi gratificano e mi danno sempre nuove motivazioni».

E le gioie non si limitano certamente alle vicende di campo. Da poco meno di due settimane infatti hai assaporato quella che può essere definita senza ombra di dubbio l’emozione più grande, quella di diventare padre.
«La nascita di Christian mi ha regalato sensazioni uniche, che mai avrei immaginato di poter provare nella vita. Vivo un momento straordinario e non vedo l’ora che Christian e Giorgia mi raggiungano finalmente a casa per poter condividere ogni singolo istante insieme a loro».

E per chiudere il cerchio è anche giunta la freschissima convocazione in Nazionale da parte del ct Roberto Donadoni. Un battesimo azzurro voluto, cercato e inseguito da tempo si concretizzerà nei prossimi due incontri di qualificazione agli Europei 2008 contro Lituania e Francia.
«Finalmente il grande sogno si è avverato. Tutti mi dicevano che una chiamata era nell’aria, ma non vi ho creduto fino all’ultimissimo momento. Far parte del gruppo era una aspirazione che coltivavo da lungo tempo. Questa volta è toccato solo al sottoscritto, con la Croazia a cinque dei miei compagni (Zenoni, Falcone, Terlizzi, Delvecchio e Palombo, ndr). Un segnale importante anche per la società che vede premiati i suoi sforzi e valorizzato un progetto importante».

La Nazionale come un punto d’arrivo quindi, senza mai dimenticare la Sampdoria?
«Non si tratta di un punto d’arrivo, ma casomai di un ulteriore stimolo a migliorarmi. E solo facendo bene in blucerchiato potrò guadagnarmi un posto nel gruppo di Donadoni. Tutto passa dalla Samp e dalle prestazioni che sarò in grado di fornire. Parto motivato come non mai, e le premesse fino a questo momento sembrano buone, buone davvero».

Nella foto Pegaso, Emiliano Bonazzoli in azione contro la difesa del Bologna.

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