U.C. Sampdoria Sampdoria logo

Delvecchio: «Io e Colantuono, amici ma nemici»

News

Delvecchio: «Io e Colantuono, amici ma nemici»

Spiega il centrocampista: «Io e Stefano siamo cresciuti insieme, l'ho conosciuto che chiudeva la carriera ed è diventato allenatore con me in rosa… Ma adesso il mio presente si chiama Samp e a Bergamo si va per vincere».

20_delvecchioFaccia e spirito da guerriero, questo è Gennaro Delvecchio. Uno che il grande calcio lo ha raggiunto tardi e che non ha dimenticato le difficoltà e i sacrifici della gavetta, percorsa dal primo all'ultimo centimetro, prima di approdare finalmente in una «società importantissima» (sono parole sue) come la Sampdoria.
Luglio infuocato per il centrocampista ex Lecce, Perugia e Catania, in procinto di cambiare maglia un giorno sì e l'altro pure. Poi i gol nelle prime amichevoli estive e l'inarrestabile ascesa fino al posto da titolare fisso, guadagnato incontro dopo incontro. Gennaro Delvecchio si è conquistato tutto col duro lavoro, senza regali, come piace a lui. E come piace anche a Walter Novellino, che quando l'ha visto all'opera a Moena lo ha bloccato, impedendone di fatto il trasferimento al Napoli, che sembrava cosa certa. Il mercato di quei giorni parlava anche di un interessamento dell'Atalanta, guarda caso. Giusto l'avversaria cui domenica la Samp andrà a far visita: «Il possibile passaggio all'Atalanta – chiede ironicamente Delvecchio -? Fa parte del passato, ora c'è solo la Sampdoria e io penso esclusivamente a lei».
Ma nel passato del mediano di Barletta c'è qualcosa o meglio, qualcuno, che non si può dimenticare: Stefano Colantuono, oggi alla guida dell'Atalanta, che ha vissuto le fasi iniziali della carriera di Delvecchio. «Non posso negare che a Bergamo oggi ci sia una persona cui sono molto legato come Colantuono. Il mister ha iniziato la sua carriera in panchina con me in rosa, abbiamo avuto la fortuna di crescere insieme, di scalare le varie categorie fianco a fianco. Non giudico l'allenatore, non posso, giudico l'uomo: è una grande persona che mi ha dato tanto, mi ha aiutato sempre, gli sono grato e lo sarò per tutta la vita. Io non rinnego il passato, però domenica andremo a Bergamo e Colantuono sarà il mio primo nemico per 90'. Lui sa bene come la penso, ora gioco per la Sampdoria e conta solo vincere».
Molte secondo Delvecchio le analogie fra il suo ex allenatore e Walter Novellino, quello attuale: «Oltre alla grande competenza tecnica, si tratta di due persone che parlano in faccia, ti dicono le cose direttamente. Sono stato fortunato ad avere questi due tecnici». Tornando per l'ultima volta su Colantuono, Delvecchio rivela l'insegnamento più grande ricevuto dall'ex allenatore: contare fino a dieci… «Io prima non sapevo contare fino a dieci – scherza Delvecchio -, il mister mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato a crescere. Se prima ero più impulsivo, con lui ho imparato a ragionare e a modificare alcuni aspetti del mio carattere per migliorarmi. Mi ha dato una bella mano».
Chiusa la parentesi su ciò che è stato, si apre il capitolo futuro prossimo. L'Atalanta sarà avversario ostico, difficile, paradossalmente più duro ancora rispetto ad Inter e Milan, contro le quali la Samp ha disputato gli incontri più convincenti della stagione: «Dovremo entrare in campo con la giusta cattiveria, senza nessuna paura – attacca il numero 40 -, altrimenti si rischia di prendere degli schiaffi. Dobbiamo metterci in testa che a Bergamo sarà battaglia, non devono esserci cali di concentrazione, è d'obbligo la massima attenzione».
Fino ad oggi il centrocampista blucerchiato si è espresso bene anche nella mediana a quattro proposta da Novellino, sebbene il suo gioco ideale preveda lo schieramento a tre: «Non è un mistero, preferisco giocare a tre. Però anche questo ormai è un discorso a parte, col mister si è lavorato molto per giocare a quattro e sono arrivati i risultati. Novellino mi sta dando consigli e direttive per giocare lì, ci sto riuscendo e sono soddisfatto. Penso che siano serviti anche per la squadra, perché stiamo giocando bene».
Tre gol in campionato finora, Delvecchio ci sta prendendo gusto. Gli inserimenti sono il segreto: «Ogni allenatore ha i suoi schemi, ma ovviamente i nostri non li dirò mai… Per fortuna conosco quelli di Colantuono, domenica potranno esserci utili; lui crede molto nelle palle inattive, come Novellino, quindi ci sarà da stare attenti. Ma ripeto: essenziale sarà la mentalità, Stefano prepara le partite benissimo e soprattutto sa motivare i giocatori, quindi ci sarà da entrare in campo con la massima concentrazione e senza alcuna paura».

Nella foto Pegaso, Delvecchio in azione sabato scorso contro il Milan.

altre news