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Angelo Palombo, felicità

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Angelo Palombo, felicità

Da una Samp che cresce, e per la prima volta chiude senza subire reti, a un giocatore che in cinque anni ha saputo conquistare l'affetto e l'amore di un'intera tifoseria.

27_palomboMercoledì sera, andando via dal Ferraris, dove la Samp aveva da poco battuto la Lazio vincendo la sua seconda gara in campionato, restavano alcune immagini impresse nella mente. Una di esse era la clamorosa traversa colta da Angelo Palombo, sfortunato epilogo di una gran botta dalla distanza. Un'altra, assai più significativa, era la prestazione maestosa del centrale doriano, guarda caso sotto gli occhi del ct azzurro Roberto Donadoni. Sono le stesse immagini che Palombo ripercorre all'inizio della conferenza stampa odierna: «Il tiro l'ho rivisto questa mattina – racconta il ragazzo di Ferentino -, peccato sia finito sulla traversa, anche perché si tratta di una delle due-tre volte all'anno in cui tiro in porta… Per quanto riguarda Donadoni, spero in bene, ma la Nazionale non è sicuramente un chiodo fisso per me, sebbene si parli di una maglia importantissima. Per ora penso a far bene qui alla Samp, chi semina raccoglie…».
A proposito di Samp: la posizione di Palombo è un po' cambiata rispetto al passato. «Sì – ammette il centrocampista blucerchiato -, gioco un pizzico più indietro ora, a maggior protezione della difesa, anche sui cross avversari, dove mi avvicino ai nostri centrali. In ogni caso, ho sempre la possibilità di avanzare e cercare il tiro come mercoledì sera». Un accorgimento difensivo che funziona, a giudicare dal match con la Lazio, in cui il Doria non ha subito gol dopo un sacco di tempo: «Erano dieci mesi che si prendeva sempre gol a Marassi, per fortuna abbiamo spezzato anche questo tabù. Indietro si è giocato alla grande, si è concesso pochissimo e bisogna proseguire così. Occhio però a non esaltarsi, è necessario trovare continuità di risultati senza sentirsi in cielo per un successo».
Domenica si va a Cagliari, campo tradizionalmente ostico per la Sampdoria. Ci sarà insomma da esorcizzare un altro luogo comune: «Si tratta di uno stadio difficile per noi – ammette Palombo -, negli ultimi anni non ci ha portato grande fortuna, in più loro stanno bene in questo momento e hanno disputato una bella prova a Bergamo nell'ultima giornata di campionato. Le difficoltà dunque aumentano, ma non bisogna dimenticare che veniamo dall'ottima partita contro la Lazio: c'è da essere fiduciosi».
Tornano Delvecchio e Zenoni dopo la squalifica, forze fresche per una Sampdoria che ne ha bisogno: «Quando si gioca ogni tre giorni come è capitato a noi in questa settimana, servono elementi al top. Fortunatamente tornano Zenoni e Delvecchio, ne siamo felici perché si tratta di due giocatori importantissimi; è tanta manna il loro rientro». Assenze, ritorni, cambi di posizione, tutti (o quasi) i blucerchiati hanno ricoperto quest'anno almeno due ruoli, tutti tranne Volpi e Palombo: «Ringrazio il mister che ci dà fiducia da tanto tempo, evidentemente gli diamo le giuste garanzie. Io e Sergio non possiamo far altro che continuare a dare il massimo, anche perché se fosse altrimenti Novellino non ci farebbe mica giocare così spesso… A parte gli scherzi, dobbiamo molto al nostro allenatore, ha fatto crescere tutta la rosa nel corso delle stagioni».
Certezza in campo, certezza fuori. Palombo è uno degli indiscussi beniamini della Sud, che mercoledì sera ha intonato a più riprese il coro dedicato al centrale: «Dovrò tirar fuori un sacco di soldi ora, per pagare i ragazzi – sorride Angelo -, mi costerà molto in magliette… No, dai, a parte tutto sono felice, fa piacere essere considerati dalla tifoseria, ormai sono un po' di anni che c'è questo coro e ne sono veramente fiero». Angelo/Angelo/Angelo Palombo/noi abbiamo/Angelo Palombo…

Nella foto Pegaso, Palombo al contrasto col laziale Mudingayi.

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