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Palombo: «Prima la tranquillità, poi i sogni europei»

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Palombo: «Prima la tranquillità, poi i sogni europei»

Discorso semplice quello del centrocampista della Samp, in linea col pensiero di Beppe Marotta: «Ci aspettano due partite difficili, vediamo di fare 6 punti e poi vedremo dove si può arrivare…».

09_palombo.jpgTocca a lui mettersi la fascia. E tocca a lui prendersi la responsabilità di guidare una Samp attesa, nel giro di sette giorni, ad un doppio impegno a Marassi. Dal quale uscire – si spera – con un sogno europeo più serio e vicino di quanto ora non sia. Lui, Angelo Palombo, non è il tipo che si tira indietro: e allora fascia al braccio e sotto col Cagliari.

Ripartire. Quella continuità a lungo cercata, pare, adesso c'è. Vuoi per la condizione, vuoi per la convinzione, fatto sta che da ben più di un mese la Samp è compatta, decisa, non si fa metter sotto da nessuno. Eppure bisogna dimenticare due trasferte balorde (prestazioni d'alto livello senza lo straccio d'un risultato) e rimettersi a far punti: «Dobbiamo ripartire – attacca Palombo alla vigilia dell'anticipo di sabato sera -, veniamo da una sconfitta e abbiamo davanti due partite difficili, durissime. Però siamo in casa, dobbiamo far punti e raggiungere al più presto quota 40, 41: la tranquillità, insomma. Dopo, solo dopo, vedremo cosa potrà arrivare». Di Uefa, insomma, si può pure parlare. A patto che non ci si perda per strada: «Sarebbe bellissimo, se volete firmo subito e pago anche – scherza Angelo -, ma prima di ragionarci su vorrei non avere più pensieri… Non ci nascondiamo, queste sfide con Cagliari e Palermo vogliamo vincerle entrambe perché siamo davanti al nostro pubblico: ma come si va su alla svelta altrettanto velocemente si scende, quindi giochiamo e poi, tra una settimana, vediamo cosa avremo ottenuto».

Suazo e compagni. Il ritorno di Giampaolo, dopo l'interregno di Colomba, ha portato al Cagliari una sconfitta di misura (e forse anche bugiarda) a Torino e un successo discretamente netto sull'Atalanta. E Palombo non si fida: «Hanno giocatori bravi e un allenatore che sa far giocare a calcio le proprie squadre – ricorda il centrocampista della Samp -, in più credo che come motivazioni siano messi bene. Non verranno a difendersi, ma a giocare in contropiede per sfruttare la velocità di Suazo credo di sì: quindi attenzione, bisogna lasciare pochi spazi ed evitare di farli ripartire…».

Senza registi. Uno, Conti, che decise all'andata, sarà squalificato. L'altro, Volpi, ne ha per un mese. Mancheranno entrambi: «Allora siamo pari – sorride Palombo -, anche se quando manca uno come Sergio dobbiamo trovare altri modi per far girare la squadra e non è semplice… Proveremo, ognuno con le proprie caratteristiche, a farlo rimpiangere il meno possibile: col mister ci stiamo lavorando su parecchio».

Io, il capitano. Fascia al braccio, dicevamo. Tocca a Palombo: cinque anni di Samp, oltre 150 presenze (contando solo il campionato), grinta e carattere da vendere a nemmeno 26 anni. «Essere capitano mi riempie di orgoglio e soddisfazione – ammette lui -, ma avrei preferito ci fossero i due veri capitani di questa squadra (Volpi e Flachi, ndr)… Comunque non si può pensare a chi non c'è, bisogna solo mettersi in testa di far bene: quindi questa fascia mi carica di responsabilità, e la cosa mi fa grande piacere. Io capitano anche nel futuro della Samp? Non lo so, non ci ho mai riflettuto sopra: però qui sto bene, e quel che mi interessa è dare e ricevere

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