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Quagliarella: «Che emozione a Bari, ma ora penso solo alla Samp»

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Quagliarella: «Che emozione a Bari, ma ora penso solo alla Samp»

Torna da Bari Fabio Quagliarella, da quell'esordio in Nazionale che rappresenta «l'emozione più grande di tutta la mia carriera». Ma ora c'è la Samp: «Adesso ho motivazioni, voglia e responsabilità ancora maggiori».

29_quagliarella_e_cannavaroTutto in un attimo. Convocato, confermato, chiamato per la panchina, schierato negli ultimi minuti al posto di Toni, vicino al gol al debutto. Fabio Quagliarella ha bruciato le tappe e probabilmente, si fermasse a pensarci sopra, dovrebbe prendersi un mese di ferie per rimuginare bene sulle emozioni vissute negli ultimi dieci giorni. Ma un mese il ragazzo di Castellammare non ce l'ha, anzi, non ha nemmeno un giorno, perché la trasferta di Verona incombe sul cammino della Sampdoria.

L'emozione più grande.
Insomma, il tempo dell'azzurro, in un attimo, è già finito. «L’avventura con la Nazionale è stata l'emozione più grande della mia carriera – racconta Fabio nella sala stampa del Mugnaini di Bogliasco, di ritorno da Bari -, entrare in campo in quello stadio pieno di gente, con un entusiasmo incredibile, quando stavamo vincendo una gara importantissima è stato fantastico. Penso che non me lo dimenticherò mai. Non mi aspettavo di andare in panchina, anche se ero fiducioso dopo gli ottimi allenamenti svolti in settimana, figurarsi giocare…».

10 giorni coi Campioni del Mondo.
«Quando sei lì – sorride "Quaglia" – ti sembra tutto normale, l'ambiente è sereno: si scherza, si ride, non si fa caso alle pressioni esterne. Però se ci rifletti un momento ti rendi conto che quelli sono gli stessi giocatori che 6-7 mesi fa hanno alzato la Coppa del Mondo. E' stato un sogno».

In 20 da Castellammare di Stabia. Un sogno condiviso con chi Quagliarella lo ha visto crescere. Al San Nicola di Bari infatti, mercoledì sera c'erano 20 familiari del bomber napoletano, chi da Napoli, chi da Castellammare, chi addirittura da Londra: «Debuttare di fronte alla tua famiglia è il massimo, soprattutto perché per me si tratta del valore principale nella vita. Ringrazio tutti, anche un mio amico che è venuto direttamente da Londra, dove lavora, per vedermi. E' ripartito giovedì mattina con l'aereo…».

I consigli di Camoranesi. «Appena entrato, Camoranesi mi ha detto di fare attenzione ai due centrali scozzesi, perché erano molto stanchi e avrei potuto trovare lo spazio giusto. Beh, aveva ragione, anche se il mio tiro purtroppo è stato rimpallato…».

Una maglia sottovetro. Il numero 15 azzurro indossato a Bari resterà un cimelio in casa Quagliarella: «Molti hanno scambiato la divisa con gli avversari. Io non ci ho pensato nemmeno, per me quella maglia ha e avrà sempre un valore inestimabile. La farò incorniciare».

Dopo la sbornia, il risveglio. Tutto in un attimo, si diceva. Il rischio è di rientrare alla base appagati. O no? «Assolutamente no – assicura Fabio -, per me l'avventura in Nazionale è finita mercoledì sera, spero che ci sia un seguito, ma ora devo pensare alla Sampdoria. Adesso ho maggiori motivazioni, voglia, responsabilità, per cercare di guadagnare di nuovo la fiducia del ct. La convocazione contro la Scozia è un punto di partenza, non certo di arrivo».

A Verona, uno in meno. Al suo ritorno a Bogliasco, Quagliarella trova subito una cattiva notizia: Bonazzoli non sarà della partita domenica a Verona. «Ho sentito Emiliano telefonicamente appena ho saputo del suo infortunio. Non è una cosa grave, però dispiace. Spero che la settimana prossima sia disponibile, lui è molto importante per noi, così come lo è Bazzani, che sta recuperando alla grande e farà senz’altro bene».

Il Chievo? Un'altra squadra. All'andata fu 3-0 Samp, con due gol di Quagliarella. In Coppa Italia Novellino e ragazzi hanno vinto due volte contro i gialloblù. Impegno facile? Non secondo il numero 27: «Incontreremo un'altra squadra rispetto al passato, è bene ricordarlo. Noi comunque andremo al Bentegodi per imporre il nostro gioco, come sempre, cercando di ottenere punti importanti. Sicuramente non sarà una passeggiata, anzi…».

I grazie di Fabio. Per chiudere, l'attaccante blucerchiato vuol dire qualche grazie: «Alla mia famiglia in primis e per quest'ultima fantastica stagione alla Sampdoria: società, compagni e mister. Mi hanno messo in condizione di fare bene, senza di loro non avrei ottenuto certi risultati».

Nella foto Pegaso, Quagliarella chiacchiera con il capitano azzurro Fabio Cannavaro prima del match di Bari.

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