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Troppa Roma per la Samp, sconfitta pesante all’Olimpico

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Troppa Roma per la Samp, sconfitta pesante all’Olimpico

Doppietta di Totti, quindi Ferrari e Panucci: la Samp si arrende alla voglia dei giallorossi di dimenticare la notte di Manchester.

15_falconeperrottaNiente da fare. Troppa la differenza tra Roma e Samp, troppa la rabbia giallorossa per la notte di Manchester, troppi i gol da recuperare. La domenica dell'Olimpico lascia Novellino con un 4-0 netto e senza bisogno di troppi commenti, figlio di una sfida giocata veramente solo nei dieci minuti iniziali dei due tempi. Troppo poco per sperare di non arrendersi alle discese di Perrotta e ai colpi di Totti. La Samp cade e vede il settimo posto allontanarsi cinque punti più su, raggiunta da Atalanta e Udinese e con l'unica consolazione di poter andare subito in Friuli a cercare il riscatto.

Un buon avvio. In effetti non comincia male, la Samp. Tiene bene il campo, è spavalda, attacca per prima. Davanti Novellino sceglie Quagliarella come unica punta, infoltendo il centrocampo nel 4-1-4-1 proposto con continuità nell'ultimo periodo: sulle fasce devono salire Franceschini a sinistra e Delvecchio dall'altra parte. Il pericolo lo crea giusto Quagliarella, bravo ad anticipare Tonetto cercando senza fortuna la girata sotto la traversa, ma tempo qualche minuto e si capirà che è tutta un'illusione. La Roma esce piano ma inesorabilmente, devastante per vie centrali con le discese di Perrotta e pronta a colpire a turno con Mancini, Tavano o, peggio ancora, Totti. Nell'ordine: il primo chiama alla risposta Berti con una gran botta da fuori, il secondo ha troppa fretta nel concludere e il terzo colpisce inventandosi un gran destro che Berti può solo maledire mentre lo vede entrare a fil di palo.

La chiave della gara. L'1-0 arriva presto, troppo presto: la Roma lo cercava per ricavarne convinzione, in quella botta si scrive il destino della partita. Fa poco la Samp per reagire, anche se lentamente ci prova: tiraccio altissimo di Zenoni, poi gran sinistro al volo di Parola un soffio sopra la traversa e a chiudere un altro tentativo del numero 18, smorzato in corner da Doni. Tutt'intorno, Roma: Mancini e Perrotta continuano a fare quel che vogliono, Chivu se ne va sulla sinistra trovando il palo a sbarrargli la strada per chiudere la gara già prima del 45'.

Il crollo nella ripresa. A inizio ripresa Novellino si gioca la carta Bazzani, in piedi a scaldarsi da metà primo tempo. Fuori Franceschini, il modulo non cambia e Quagliarella scala largo a destra, a cercare un'invenzione che possa restituire alla sfida un senso che nei fatti non c'è più. Due sono gli spunti, due gli episodi su cui ogni speranza scompare: al 3' un batti e ribatti dentro l'area con destro sporco bloccato da Doni, al 10' diagonale da fuori deviato da Mexes in corner. Poi torna fuori la Roma, pericolosa con Mancini e letale con Totti quando Mexes e Mancini orchestrano un contropiede veloce e improvviso: assist per il capitano giallorosso e destro vincente sull'uscita di Berti. Altri 5' e il cross di Totti trova la testa di Ferrari per il 3-0, e prima della fine arriverà anche il tocco da due passi di Panucci a fissare il 4-0 definitivo (con Novellino già espulso per una lite col quarto uomo Herberg).

Dimenticare Roma. Una sconfitta pesante, insomma, dopo quattro risultati utili consecutivi. Ci sta, perché la Roma resta pur sempre la seconda in classifica, la squadra che probabilmente gioca il calcio più spettacolare del campionato e una formazione che oggi aveva motivazioni superiori alla norma. Fa male (il 4-0 è la sconfitta più pesante dell'anno), ma non toglie senso al finale di stagione blucerchiato: è quella di Udine la trasferta da vincere, da giocare con feroce determinazione per tenere alta la testa sino all'ultimo secondo.

Roma            0
Sampdoria   4
Reti:
22' p.t. Totti; 21' s.t. Totti, 26' s.t. Ferrari, 42' s.t. Panucci.
Roma (4-2-3-1): Doni; Panucci, Ferrari, Mexes, Chivu; De Rossi, Pizarro (40' s.t. Vucinic); Mancini, Perrotta (38' s.t. Faty), Tavano (14' s.t. Wilhelmsson); Totti. A disposizione: Curci, Defendi, Rosi, Okaka Chuka. Allenatore: Luciano Spalletti.
Sampdoria (4-1-4-1): Berti; Maggio, Accardi, Falcone, Zenoni (27' s.t. Pieri); Volpi; Delvecchio (22' s.t. Ziegler), Parola, Palombo, Franceschini (1' s.t. Bazzani); Quagliarella. A disposizione: L. Castellazzi, Sala, Koman, Romeo. Allenatore: Walter Novellino.
Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno.
Assistenti: Carretta di Padova e Calcagno di Nichelino.
Quarto uomo: Herberg di Messina.
Note: ammoniti al 2' s.t. Delvecchio, al 17' s.t. De Rossi e al 39' s.t. Accardi; allontanato al 41' s.t. Novellino; spettatori 30.000 circa; recupero p.t. 2', s.t. 3'.

Nella foto Pegaso, un duello tra Giulio Falcone e il campione del mondo Simone Perrotta.

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