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Novellino: «Orgoglioso di aver raggiunto Bernardini»

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Novellino: «Orgoglioso di aver raggiunto Bernardini»

Il tecnico della Samp eguaglia le panchine di un pezzo di storia blucerchiata e guarda oltre: «Voglio onorare questo risultato chiudendo l'anno alla grande».

06_novellinoDomenica Walter Novellino ha raggiunto Fulvio Bernardini nella classifica di panchine blucerchiate, un obiettivo prestigioso per l'uomo di Montemarano, che entra a questo punto di diritto nella storia della Sampdoria. Nel 1966 Bernardini riportò la Sampdoria in Serie A, dove ne garantì la permanenza fino al 1971. Poi, la panchina della nazionale azzurra e il ritorno alla Samp nel 1977 come direttore generale (incarico che ricoprì fino al 1979). Insomma, un gigante della storia sampdoriana e del calcio italiano (a Bernardini, fra l'altro, è intitolato anche il centro tecnico della Roma, noto come Trigoria). Ma il prossimo obiettivo di Novellino potrebbe essere ancora più grosso: Vujadin Boskov, il tecnico dell'EuroSamp e dello Scudetto. Sempre che "Monzon" resti a Genova anche l'anno prossimo. «Ci penseremo quando sarà il momento – sorride Novellino nella sala stampa di Marassi -, intanto mi godo questo grande risultato che mi rende orgoglioso: eguagliare uno come Bernardini è un onore per me e voglio finire questa stagione non bene, benissimo, per festeggiare al meglio il record di panchine».
Obiettivo chiaro dunque, obiettivo che però rischia di impoverirsi dopo il pareggio interno contro la Reggina, pareggio che allontana la Samp dall'Europa: «Ma è un pari soddisfacente – frena il mister irpino -, maturato contro un'ottima Reggina e arrivato dopo una prestazione di grande rilievo da parte dei miei ragazzi. Abbiamo espresso tantissimo, purtroppo non siamo stati fortunati, ma ancora una volta si è visto che questa squadra ha qualità, carattere e gioco. Complimenti a Campagnolo, decisivo». Proprio il numero uno amaranto si è prodotto in alcuni interventi pesantissimi, regalando di fatto a Mazzarri il punto. «E' stato bravo – ripete Novellino -, ma siamo stati bravi anche noi a non permettere a giocatori di grande spessore come Amoruso, Bianchi e Foggia di metterci in difficoltà. Secondo me la Samp ha giocato meglio della Reggina, ma è mancato il gol e quindi accettiamo il pareggio».
Naturale la domanda che segue quest'affermazione: con una torre, come sarebbe finita? «Non lo so, forse avremmo avuto qualche possibilità in più, ma ormai siamo abituati alle situazioni di emergenza. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo fuori Flachi e Bonazzoli, oltre a Bazzani, attaccanti di estrema importanza per noi». Capitolo Koman. Molti, vedendolo uscire nel primo tempo, hanno pensato ad una bocciatura. Non è affatto così: «Assolutamente no – conferma "Monzon" -, Koman aveva male ai due polpacci e l'ho dovuto togliere. Nell'intervallo abbiamo perso anche Falcone per un problema all'adduttore, ma ripeto: ci siamo abituati ormai…».
Si parlava di Koman, non si può non parlare del settore giovanile, una delle note più interessanti della stagione blucerchiata: «Ringrazio la società che mi ha permesso di utilizzare alcuni ragazzi molto molto importanti; coi giovani si rischia di perdere le partite, è vero, ma è fondamentale valorizzarli. Anche quest'anno, nonostante le mille difficoltà, abbiamo vinto il nostro campionato».

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Nella foto Pegaso, un Walter Novellino sorridente nonostante il pareggio.

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