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Reggina ostica, la Samp bloccata sullo 0-0 a Marassi

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Reggina ostica, la Samp bloccata sullo 0-0 a Marassi

Ci mettono il cuore e lottano contro sfortuna e infortuni, i ragazzi di Walter Novellino, ma gli amaranto impongono il pareggio a Marassi.

06_quagliarellalanzaroNiente da fare. La Samp non sfonda il muro amaranto issato dalla Reggina, chiude sullo 0-0 la penultima gara interna della stagione e resta a -5 dalla zona Uefa. E nei tifosi doriani al termine del match di domenica pomeriggio sale alta la nostalgia di un centravanti "alla Bazzani" o "alla Bonazzoli", una prima punta, una torre, come la si chiama in gergo. Tradotto sul campo, un giocatore in grado di far salire la squadra, di sfruttare i cross che arrivano dalle fasce, di aprire gli spazi per la seconda punta. Il ruolo chiave insomma dell'attacco di Novellino, la pedina su cui durante quest'anno (senza dimenticare gli scorsi…) si sono abbattute le disgrazie più svariate.

Bazzani ancora ko. Ultima in ordine di tempo? La resa anticipata di Fabio Bazzani, impossibilitato a prender parte alla partita con la Reggina a causa del riacutizzarsi del risentimento muscolare al polpaccio destro, fastidio patito durante il riscaldamento e che già domenica scorsa aveva impedito al Bucaniere di scendere in campo a Siena. Stessa modalità rispetto alla settimana passata e (quasi) stesse conseguenze: Zivanovic chiamato in fretta e furia in panchina, Koman in campo (a Siena toccò a Zenoni, che domenica invece non è nemmeno entrato). Diverso però il risultato, stavolta il Doria non va oltre il pari.

Reggina, che squadra. E' squadra solida la Reggina di Walter Mazzarri, solida ma pericolosa quando mette la palla nei piedi di Foggia, Amoruso e Bianchi, tre elementi che troverebbero spazio in almeno tre quarti di Serie A. Non vanno dimenticati gli esperti Alessandro Lucarelli e Giacomo Tedesco e, alla luce dei miracoli realizzati sull'erba del Ferraris, il numero uno Campagnolo, autentico mattatore dell'incontro. Una Reggina che dimostra insomma quanto i 46 punti ottenuti sul campo – tanti quanti la Samp, non fosse per il -11 inflitto ai calabresi ad inizio torneo – siano meritati, sebbene i ragazzi di Novellino il successo lo abbiano davvero sfiorato.

La maglia è sempre più blu… Già, perché la Samp è uscita dal campo stremata, con le magliette assai più blu rispetto al primo minuto di gioco e non per la pioggia o per il campo bagnato… Gli uomini di Novellino ce l'hanno messa tutta, "rischiando" con Parola al 38' del primo tempo di passare in vantaggio e ripetendosi poi nella ripresa, quando solo un grande Campagnolo ha impedito a Ziegler prima e a Romeo poi di segnare un 1-0 probabilmente legittimo, almeno ai punti.

Infortuni e cuore. E non è cosa da poco aver meritato contro questa Reggina, considerati soprattutto i mille problemi con cui l'allenatore doriano ha dovuto fare i conti. Volpi out il sabato, Bazzani ko la domenica, Koman rotto a gara in corso, Falcone bloccato all'intervallo. Sinfonia di una stagione insomma, con Quagliarella solo là davanti a tener palla e a maledire il momento in cui le prime punte si son fatte male. Con i laterali che lanciano i polmoni oltre l'ostacolo e i centrali – sia in difesa che in mediana – a dannarsi muscoli e cervello. Con uno come Flachi – impossibile dimenticarlo – fuori dai giochi e scusate se è poco… Ma questa è una Samp da battaglia, comunque vada a finire. Una squadra che non molla mai e che non intende mollare fino all'ultimo minuto della sfida conclusiva del Franchi di Firenze, epilogo di un campionato sicuramente non fortunato. Altrettanto certamente giocato con tutto il cuore. Comunque esso vada a finire.

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Sampdoria (4-1-4-1):
L. Castellazzi; Maggio, Accardi, Falcone (1' s.t. Sala), Pieri; Palombo; Koman (27' p.t. Ziegler), Parola, Delvecchio, Franceschini (28' s.t. Romeo); Quagliarella. A disposizione: Zotti, Zivanovic, Olivera, Zenoni. Allenatore: Walter Novellino.
Reggina (3-5-2): Campagnolo; Lanzaro, Aronica, A. Lucarelli; Nardini, Amerini, Gia. Tedesco, Vigiani, Foggia (44' s.t. Missiroli); Amoruso, Bianchi (23' s.t. Gazzi). A disposizione: Puggioni, Di Dio, Esteves, Barillà, Nielsen. Allenatore: Walter Mazzarri.
Arbitro: N. Ayroldi di Molfetta.
Assistenti: Biasutto di Vicenza e Lion di Padova.
Quarto uomo: Velotto di Grosseto.
Note: ammoniti al 30' s.t. Aronica e al 40' s.t. Gazzi; allontanato al 31' s.t. Mazzarri; spettatori 16.000 circa; recupero p.t. 2', s.t. 2'.

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Nella foto Pegaso, Fabio Quagliarella cerca di liberarsi dalla marcatura di Maurizio Lanzaro.

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