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2-1 all’Atalanta, la Primavera conquista la finale scudetto!

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2-1 all’Atalanta, la Primavera conquista la finale scudetto!

La Samp di Bollini ha battuto 2-1 in rimonta l'Atalanta e ha conquistato così l'accesso alla finalissima del campionato Primavera (sabato sera a Bressanone, ore 20.30, avversario l'Inter): Rossini e Ferrari in gol dopo il vantaggio nerazzurro firmato Marconi.

16_festaprimaveraNon ci sono più parole per questi ragazzi, se le sono portate via tutte dopo i tre derby vinti in una stagione, dopo la rimonta di Roma, dopo aver eliminato sua maestà la Juventus campione d'Italia. Bisogna per forza ripetersi, ma è comunque un bel ripetersi: la Samp sposta ancora i propri limiti, ribalta anche l'Atalanta e conquista – con merito, eccome – la prima finale Primavera della sua storia. Sabato sera, Bressanone, 20.30: contro l'Inter ci si gioca il paradiso.

Le armi della Samp. Ha vinto come al solito, il Doria. Intelligenza e cuore, cuore e intelligenza. Bollini ci ha costruito sopra un gruppo e a quel gruppo ha dato ordine, equilibri, compiti precisi. La Samp è una squadra in cui anche gli assoli dei solisti suonano dentro lo spartito di tutti, in cui ognuno sa cosa fare e – questo è il bello – lo fa dannatamente bene. Contro la Juventus le gambe avevano ceduto e la paura era che non ci fosse tempo per recuperare. Macché: la Samp ha retto a testa alta sino all'ultimo secondo, accelerando quando l'Atalanta a inizio ripresa l'aveva beffata e trovando anche nel finale le forze per rendere inoffensiva la voglia nerazzurra di trovare la finale. Gambe, spirito di gruppo, fame: tutto hanno trovato, questi ragazzi. E se il futuro deve partire da loro, beh: il futuro è già cominciato.

Tattica e uomini. Cambia qualcosa, Bollini. In porta c'è sempre Fiorillo, ma Ciancio si sposta sulla fascia destra (Enow va a sinistra) e Rossini entra nel cuore della difesa con Donato; Koman e Da Mota partono larghi con Cucciniello e Castellazzi a far gioco in mezzo, Ferrari resta al suo posto in avanti insieme a Romeo. Dall'altra parte vanno tenute d'occhio le due punte, Cisse e Marconi (Gullit inizialmente resta in panchina), e il trequartista chiamato a metterle in movimento, Scozzarella.

Bene all'inizio, bene alla fine. Il primo tempo della Samp parte e finisce bene, con Enow e Koman pericolosi in avvio e lo stesso Enow a un soffio dal gol a 2' dall'intervallo: nel mezzo una sfida bloccata, figlia della tensione che una semifinale inevitabilmente mette addosso. L'impressione è che la Samp ne abbia di più, e che il gol possa semplicemente essere lo sfogo naturale.

Doccia fredda. E invece no. Inizia la ripresa, passano due minuti e l'Atalanta va in vantaggio: Rossini e Fiorillo si ostacolano, la porta resta vuota davanti a Marconi che mette dentro senza troppi pensieri. La botta è forte, il pericolo che la finale resti un sogno aleggia su Bolzano. Scozzarella lo appesantisce con una punizione che gira, apre la barriera e scheggia il palo nemmeno 5' dopo il gol.

La risposta del Doria. Lentamente la Samp comincia a ragionare. Il dolore passa, la paura scivola via. Bollini mette Soddimo con Ferrari e Romeo (gli fa spazio Da Mota), la partita torna in mano a Castellazzi e compagnia: ci provano tutti, ma l'altro Ferrari, il portiere dell'Atalanta, resta abbastanza tranquillo. Fino al 23', quando arriva improvviso – ma meritato – il pareggio: Bianco taglia in verticale una punizione dalla trequarti, Romeo devia chiamando il portiere alla ribattuta disperata e Rossini, solo e opportunista, tocca dentro di testa.

L'assalto e il trionfo. E' il segnale che la serata non è storta, quel gol. E la Samp lo sa, perché alle rimonte c'è abituata e perché la finale è qualcosa di troppo grande e bello per non crederci sino in fondo. Tocco da destra di Cucciniello, Ferrari (quello giusto, quello americano) anticipa tutta la difesa e di piatto taglia a fette l'Atalanta: è il 2-1 che chiude i conti. Certo, al 90' Soddimo si fa parare un rigore e la mente torna a quello sbagliato in campionato, sul 3-2, con un difensore in porta a fare il miracolo e il 3-3 che gelò la Samp all'ultimo istante. Bollini soffre in panchina, ma la Samp sa imparare dal proprio passato e sa costruirci sopra un futuro. Finisce lì, finisce 2-1. E pazienza se nel 1991 era lo scudetto vero, quello enorme: anche questo qua, questo della Primavera, è un sogno. Ed è lì a un passo.

Sampdoria   2
Atalanta       1
Reti:
2' s.t. Marconi, 26' s.t. Rossini, 32' s.t. G.E. Ferrari.
Sampdoria (4-4-2): Fiorillo; Ciancio, Donato, Rossini, Enow (23' s.t. Bianco); Koman, Cucciniello, P. Castellazzi, Da Mota (13' s.t. Soddimo); G.E. Ferrari, Romeo (39' s.t. Compagnone). A disposizione: Di Gennaro, Marilungo, Pondaco, M. Cisse. Allenatore: Alberto Bollini.
Atalanta (4-3-1-2): A. Ferrari; Cardin (42' s.t. Bonaventura), Gentili, Gasparetto, Adobati; Mauri, Arrigoni (38' s.t. Zagari), Bulla (34' s.t. Gullit); Scozzarella; K. Cisse, Marconi. A disposizione: Frigerio, Martinelli, Tissone, Rota. Allenatore: Giancarlo Finardi.
Arbitro: Cisaria di Trento.
Note: ammoniti al 4' s.t. Gentili, al 5' s.t. Bulla e al 45' s.t. Adobati; al 46' s.t. Soddimo si è fatto parare un calcio di rigore.

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Nella foto Pegaso, la festa della Primavera blucerchiata al triplice fischio di Cisaria: è finale.

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