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Bellucci: «Questa Samp a Siena vuole vincere»

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Bellucci: «Questa Samp a Siena vuole vincere»

Parla chiaro, l'attaccante: «E' fondamentale cominciare bene e abbiamo tutto per far risultato. E poi questa Samp è forte, forse la squadra più forte della mia carriera».

23_garronebellucciSiena-Samp ha il sapore del ritorno, di una Serie A ritrovata e di una maglia, quella blucerchiata, che alla domenica non mette da dodici anni. E' normale, che Claudio Bellucci abbia voglia di iniziare. Si parte da Siena, e si parte con tre vittorie su tre tra Intertoto e preliminare di Coppa Uefa.

Il ritorno. Campionato, finalmente. E Bellucci ne ha una voglia matta: «Siamo pronti, è il momento che stiamo aspettando da tempo. E io sono carico, pronto a dimostrare che in questa categoria ci posso ancora stare». Trasferta comunque complicata, quella di domenica: «Mi aspetto un Siena arrembante, deciso a vincere come lo è Mandorlini – spiega Bellucci -. Lo conosco bene, è un tecnico che prepara le partite con grande attenzione e vuole il massimo dai proprio giocatori: credo troveremo una squadra che rispecchi il suo carattere. Però vogliamo vincere, questo è chiaro: perché è importante iniziare bene e perché tra Siena, Hajduk e Lazio abbiamo subito un ciclo duro da affrontare e vogliamo ottenere dei risultati. Magari non sarà una sfida spettacolare, ma difficile non c'è dubbio. E ripeto, tutti quanti qui abbiamo in testa una sola cosa: tornare a casa con i tre punti in tasca».

Il gol arriverà. Non è un'ossessione, questo gol che manca: le occasioni la Samp le ha sempre create. «Più che altro è un dato di fatto – ammette Claudio -, si è vinto ma noi attaccanti non abbiamo ancora segnato. Io penso che comunque il mister sia soddisfatto, perché abbiamo cercato di trasferire sul campo quello che lui ci aveva spiegato in allenamento: certo, possiamo e dobbiamo migliorare, ma nessuna preoccupazione. Guarda Bianchi e Amoruso, l'anno scorso: il gioco che vuole Mazzarri è fatto anche di sacrifici, ma le sue punte segnano… E poi è normale non essere al massimo in questo periodo, l'importante è rimanere tranquilli e continuare ad applicarsi come abbiamo fatto sin qui».

Carattere ed entusiasmo. Si respira aria buona, intorno a questa Samp. Piace il mercato, piace l'idea di calcio che Mazzarri sta cercando di insegnare, piace la serenità che si respira. E piace Cassano, chiaro: «Antonio ha portato entusiasmo – racconta Bellucci -, ed è giusto sia così perché è un giocatore di livello assoluto. Però non ci facciamo distrarre, qui nessuno ha in testa qualcosa che non sia il Siena… Finora non abbiamo deluso, non abbiamo tradito le aspettative, e credo che le sfide in Bulgaria e Croazia abbiano temprato il nostro carattere: se continuiamo su questa strada, creando un'identità di gruppo e mettendo sempre il gioco della squadra davanti a tutto, anche i singoli possono rendere al meglio. E parlo di singoli dai piedi buoni, gente che ha fatto la storia di questa ed altre società».

Le mie Samp. Torna con la memoria a quel lontano 1995, Bellucci. La Coppa Coppe, la sua doppietta, una squadra bella e forte. «Piena di campioni, gente che risolveva le partite anche giocando male – precisa lui -. Ma penso che quella di quest'anno possa reggere il confronto… Dico di più, sono le due squadre più forti in cui io abbia mai giocato».

Nessuno è titolare. Concetto antico, quello del "tutti titolari". Di fatto, Claudio Bellucci sin qui non è mai uscito dal campo: «Ma non mi sento inamovibile, per nulla – replica pronto -. Io cerco solo di guadagnarmi il posto partita dopo partita, cercando di fare in campo quello che si prova in settimana… Giocare nella Samp, per questa maglia, è una responsabilità: io spero di meritarmela, sapendo che quando Cassano sarà in forma e rientrerà anche Bonazzoli aumenterà la concorrenza. E la cosa non può che far bene».

Vecchie conoscenze. Un attimo, un attimo solo, si va oltre il Siena. Perché all'Hajduk la sconfitta di Coppa ha lasciato tracce: via Pudar, in panchina – dicono – uno tra Zeman e l'antico blucerchiato Katanec. Sorride, Bellucci: «Non so chi scegliere… Uno è un vecchio compagno di squadra, sarebbe splendido ritrovarlo. Ma sono legato anche a Zeman, una persona squisita». Prima, però, il Siena.

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Nella foto Pegaso, Claudio Bellucci con il presidente Riccardo Garrone dopo la vittoria in Intertoto.

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