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Campagnaro: «Porta inviolata, una bella soddisfazione»

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Campagnaro: «Porta inviolata, una bella soddisfazione»

Il difensore col vizio del gol si gode il pareggio con la Lazio: «Un avversario molto forte, per questo non aver subito gol fa doppiamente piacere. E poi potevamo pure vincere…».

02_mutarellicampagnaroE' sempre tra i migliori Hugo Campagnaro. Lo è stato dai primi giorni di ritiro ad oggi, passando per il pesantissimo gol del Poljud, passando per prestazioni sempre importanti, sempre puntuali e vigorose. Il difensore argentino pare anche essersi abituato al meglio alla difesa a tre proposta da Mazzarri, lui che a Piacenza giocava centrale destro in uno schieramento a quattro. «Ma non è un problema per me – precisa subito l'ex piacentino -, cerco di mettere in pratica ciò che vuole il mister. Finora ho ricoperto il ruolo di esterno nella difesa a tre, ma in caso ci fosse bisogno potrei anche fare il centrale».
Duttilità e voglia di mettersi al servizio della squadra. Doti fondamentali in un gruppo come quello della Sampdoria. Una Samp che domenica sera si è espressa sui livelli di una Lazio versione Champions League: «La Lazio secondo me è una delle compagini più in forma di tutto il campionato – prosegue Campagnaro -, ha giocatori importanti in tutti i reparti, soprattutto davanti. Perciò non aver subito reti diventa doppiamente soddisfacente». Già, perché la porta blucerchiata è rimasta bianca, per la terza volta nelle sei gare ufficiali fin qui disputate. Una bella media. «Speriamo di continuare così, l'obiettivo è migliorarsi sempre, penso lo sia sia visto anche domenica sera. Nonostante arrivassimo da un difficile impegno europeo, abbiamo dato tutto senza remore».
Anche perché, ora, si potrà godere di quindici giorni di sosta. «Cercheremo di lavorare bene, senza smorzare l'entusiasmo portato dagli ultimi risultati. Avremo l'occasione per tirare un po' il fiato e presentarci pronti tra due settimane». Una manna dal cielo soprattutto per gli elementi più in ritardo di condizione. Il primo nome che balza al cervello è, naturalmente, Antonio Cassano. «Antonio sta bene – assicura Campagnaro -, si impegna, ha voglia ed è sempre allegro; è un motivatore. E poi quando ti punta palla al piede fa davvero paura. Penso si tratti di un giocatore dalle qualità superiori, deve solo allenarsi e scendere in campo».
L'argentino sta imparando dal barese l'arte del gol, arte cui Campagnaro è particolarmente incline. E' facile infatti vederlo dalle parti dei portieri avversari: «Ci provo sempre, soprattutto di testa. Finora ho segnato solo a Spalato, ma non mi perdo d'animo…». Anche Sammarco è arrivato solo davanti a Ballotta domenica sera. «E' stato sfortunato, solo quello. Peccato perché probabilmente avremmo vinto la partita, ma può succedere nel calcio». Ultima battuta, il presunto rigore chiesto da Meghni: «E' stato bravo a spostare la palla – chiude Hugo Armando -, però io mica potevo sparire. L'arbitro ha preso la decisione giusta».

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Nella foto Pegaso, una chiusura spettacolare di Campagnaro su Mutarelli lanciato a rete.

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